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giovedì 14 maggio 2015

Rochefort 6 (in collaborazione con StagioniAMO)

Come vi ho annunciato la scorsa settimana, a partire da maggio ho iniziato una collaborazione con il progetto StagioniAMO. Si tratta di un'idea di quattro foodblogger che proprio a maggio ha compiuto il primo anno di vita.
Ogni mese viene scelto un ingrediente stagionale con il quale si crea un vero e proprio menu. A me il compito di abbinarci una buona birra.
Ricordo che per il mese di maggio l'ingrediente scelto è la rucola!
Dopo l'antipasto. ora è la volta ovviamente del primo piatto curato da Marzia di Coffee&Mattarello. La sua gustosissima proposta è gnocchi di rucola con pomodorini caramellati e ricotta salata.

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L'acquolina in bocca è tanta e quindi procedo con la scelta della birra:

martedì 12 maggio 2015

Ora et labora

In questi giorni il termine trappista è certamente stato utilizzato in lungo e in largo. Persino La Repubblica ha dedicato un intero articolo a questi simpatici monaci e i loro prodotti. Il motivo di questo fervore mediatico è la notizia diffusasi ufficialmente (notizie che era nell'aria ormai da tempo) nel primo pomeriggio di domenica relativa al riconoscimento della prima birra trappista italiana. Fino a pochi anni fa, diciamo fino al 2010, i birrifici che potevano fregiarsi del simbolo trappista erano solo 7 localizzati esclusivamente tra Belgio e Olanda. Negli ultimi anni la famiglia si è allargata e oggi se ne contano ben 11 sparsi ormai in tutto il mondo. Spesso si fa confusione quando si parla di birre trappiste e birre d'abbazia. Provo a mettere un po' di chiarezza.
Il marchio Trappistenbier è una sorta di tutela legale ottenuta per la prima volta in Belgio nel 1962 a seguito di un'azione legale promossa da Chimay. I requisiti per ottenere questa famigerata denominazione sono tre e sono totalmente slegati dalla tipologia di birra prodotta. Per questo motivo è errato parlare di birra trappista identificandola come uno stile con delle precise caratteristiche organolettiche. Ecco le tre regole per fregiarsi del prestigioso marchio esagonale:
1. La produzione deve essere affidata ai monaci o sotto la loro supervisione;
2. La produzione deve avvenire in un'Abbazia appartenente all'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza (OCSO);
3. I profitti derivanti dalle vendite di questi prodotti devono esser devoluti per opere di carità o a fini sociali.