Settimana della Birra Artigianale, ormai una piacevole istituzione per l'Italia brassicola; impossibile quindi non prendere parte a questa grande festa ed approfittare per bere qualcosa!
Da sette anni l'Italia artigianale attende tutto l'anno la settimana più birrosa per festeggiare ed onorare la sacra bevanda che tanto ci appassiona! L'idea e l'intuizione di
Andrea Turco di
Cronache di Birra è stata molto semplice ma efficace: riunire tutta l'Italia brassicola in un unico grande bancone lungo una settimana intera. Prendere parte a questa grande festa è semplicissimo: avere voglia di bere buona birra e divertirsi! Nel corso degli anni gli aderenti sono aumentati in maniera esponenziale e ormai trovare un locale che non aderisca a questa iniziativa diventa davvero un arduo compito. Merito quindi della coinvolgente organizzazione che di anno in anno ha attirato un numero sempre maggiore fra appassionati e locali.
Io prendo parte a questa festa dagli albori, e da quando ho fondato
Diario Birroso, ne approfitto per raccontarvi le mie scorribande durante questa settimana,
qui e
qui trovate i resoconti dei due anni precedenti.

Non posso non partire dall'unico locale di Foggia che ha aderito alla Settimana della Birra Artigianale: lo
Zapoj! Da qualche anno infatti è uno dei pochissimi pub della mia zona che ha deciso di puntare molto sulla buona birra abbinata ad un'eccellente cucina che si colloca a metà fra il classico pub e una braceria di livello. Ad un impianto di spine a sei vie con un paio di queste che variano quasi mensilmente, offre anche una studiata selezione di bottiglie che viene aggiornata a seconda delle novità. Quella che ha inaugurato questa settimana è stata la doppietta
Hammer, la
Spring e la
Wave Runner, di cui vi ho rispettivamente parlato in
questo e
quest'altro articolo. Se mi seguite da un pò, avrete certamente letto le mie lamentele riguardo all'arretratezza in fatto di birra artigianale del mio territorio; quindi mi crederete se considero una grande conquista trovare in un pub alcune referenze di
Hammer, uno dei birrifici più importanti d'Italia!

Come avrete letto sulla
pagina Facebook del blog, tuttavia la birra che ha inaugurato la mia settimana è stata la
Stonehenge di
Lariano, una profumata e morbidissima
rye IPA con note fruttate e citriche e qualche suggestione di balsamica! Ancora una birra fresca e luppolata e ancora a firma di
Lariano; con amici abbiamo stappato la
Vergött, una delicata
white IPA che coniuga note speziate ed acidule tipiche delle
witbier, e sentori agrumati, di arancia amara e lime.
Una delle birre più strane che ho incrociato in questi giorni è senza dubbio la
Heavy Water di
Bearvertown, birrificio inglese mai banale, di cui ho assaggiato ottime cose ma anche produzioni
poco riuscite secondo i miei gusti. La lattina di
Heavy Water, curatissime come da copione, recita inequivocabilmente
sour cherry and sea salt imperial stout. Smaltito lo sbigottimento iniziale decisamente studiato dall'attivissimo reparto marketing del birrificio londinese, mi trovo di fronte una birra nera come la pece, con una ricca schiuma cappuccino. Il naso è un mix di note tostate e sentori aspri di frutta a bacche rosse. In bocca ricalca quanto avvertito al naso riuscendo ad essere equilibrata e gradevole nonostante gli elementi in gioco siano così particolari. Non semplicissima da bere, anche per i suoi nove gradi alcolici, ma sicuramente una birra da provare.