Approda sul blog la Marshal Zhukov's, russian imperial stout dedicata a Georgij Žukov, il generale sovietico che ha guidato l'esercito di Stalin!
Non è la prima volta che una imperial stout prende il nome da figure legate alla Russia; del resto è la storicità dello stile che ha permesso agli uffici marketing dei birrifici, di legare questi prodotti all'Unione Sovietica. Dagli omaggi a zar e zarine, agli eroi dell'aviazione (la Igor's Dream di Two Roads), fino alle figure mistiche tipo Rasputin, al quale sono state dedicate moltissime birre, fra cui questa.Georgij Konstantinovič Žukov considerato tra i migliori generali della Seconda guerra mondiale, è stato definito come il "generale che non ha mai perduto una battaglia" e i soldati che combatterono sotto il suo comando lo ribattezzarono "Spasitél", il salvatore, e anche "Ariete", "Uragano", "Invincibile". (fonte)
A lui Cigar City Brewing, birrificio di Tampa, in Florida, dedica una delle sue birre più rappresentative, la Marshal Zhukov appunto, inserendo la sua immagine persino in etichetta!
Pur avendo nella mia wishlist la versione base di questa birra, non ho potuto esimermi da cercare ed acquistare una delle varianti sul tema. Ratebeer ne conta ben sedici, compresa quella che mi sono trovato io fra le mani,con aggiunta di vaniglia e nocciole che ha visto la luce a fine 2016.
Considerati fra i migliori produttori americani di imperial stout, annualmente organizzano un mega festival per il rilascio della birra che ha fatto maggiormente le loro fortune, la Hunahpu's Imperial Stout. Lo scorso 17 marzo si è svolto l'ottava edizione del Hunahpu’s Day con questa lista impressionante di birrifici, di cui uno solo italiano, il giovane Cr/Ak.
La storia di Cigar City parte nel 2009 ad opera di Joey Redner, figlio di Joe, padrone di uno strip club di Tampa e figura fondamentale nel mondo della lap dance. La storia del birrificio e del suo fondatore potete leggerla qui, io mi concentrerò su una vicenda che li ha coinvolti di recente.
Circa un anno fa infatti Cigar City, come spesso è accaduto e sta accadendo, fu individuato come target d'acquisizione da parte delle multinazionali della birra industriale. Il fabbisogno economico-finanziario e la voglia di espandersi maggiormente purtroppo, spesso, sono la molla che fa scattare la scelta di vendersi all'industria. Fortunatamente le cose non vanno sempre così e Cigar City fa saltare l'accordo con Ab InBev e viene acquisito da Oskar Blues, un altro birrificio craft.
I numeri che girano hanno dell'incredibile (circa 60 milioni di dollari) e ci forniscono una cartina tornasole sulla grandezza del movimento craft americano. Assurdo in Italia non solo pensare che un birrificio artigianale possa acquistarne un altro, ma sopratutto a quelle cifre. Un mondo davvero a parte, lontano anni luce dalle dinamiche nazionali e del Vecchio Continente.
