Debutto sul blog per una delle tante beerfirm danesi: Dry&Bitter che firma il suo esordio su queste pagine con una deliziosa baltic porter!
Danimarca, terra che più di ogni altra, negli ultimi 4 anni ha lanciato una serie innumerevole di beerfirm, senza dubbio seguendo le orme del birrificio gipsy per eccellenza Mikkeller.La storia di Dry&Bitter però è molto più complicata, ed è stata riassunta come sempre in maniera impeccabile dal blog UBAG-UNA BIRRA AL GIORNO a questo link.
Dry&Bitter vede la luce nel 2015 ad opera di Søren Wagner e Jay Pollard, già proprietari di uno dei locali più interessanti di Copenhagen, Fermentoren. Ad inizio dello stesso anno i due ragazzi avevano rilevato il birrificio Ølkollektivet, uno dei maggiori contoterzisti di tutto il sottobosco di beerfirm danesi. Le birre prodotte seguono, manco a dirlo, i trend dettati dai beergeek, ossia birre straluppolate e imperial stout di grande statura alcolica.
Dalla grafica elegante e dai nomi accattivanti, conobbi le birre di Dry&Bitter dopo qualche mese dalla loro apertura, rimanendo piacevolmente colpito dalla pulizia e dalla grazia di alcune birre, in particolare la Christian Bale Ale.
Da metà dello scorso anno, le bottiglie targate Dry&Bitter arrivano in Italia con regolare frequenza, anche, devo dire, a prezzi abbastanza adeguati rispetto a molte altre birre scandinave.
Ho intercettato così la Old School Baltic Porter prodotta in collaborazione con il birrificio dell'Ohio Hoppin' Frog, maestro sopratutto nella produzione di stout e porter molto alcoliche e complesse.
