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lunedì 27 marzo 2017

Brasserie Dieu Du Ciel! - Rigor Mortis Abt

Ennesima creazione dei canadesi di Dieu Du Ciel! ad approdare sul blog. Stavolta ho stappato un'intensa quadrupel dall'inquietante nome Rigor Mortis ABT.


Sono sette le birre della Brasserie Dieu Du Ciel! che hanno trovato casa sulle pagine del blog, potete ripercorrere storia del birrificio e le mie note personali sulle bottiglie stappate, seguendo questo tag.

Il nome di questa quadrupel di ispirazione belga, mi aveva da sempre affascinato ma non ero ancora riuscito ad incrociare qualche bottiglia senza dover spendere un patrimonio prendendola dall'altra parte dell'Oceano.
Il rigor mortis (o rigidità cadaverica) rientra tra i fenomeni cadaverici consecutivi.
È una condizione peculiare della muscolatura (striata e liscia) consistente in uno stato di retrazione e di compattezza che suben­tra (fase d’insorgenza) gradualmente entro 2 o 3 ore ad una prima fase di flaccidezza che segue alla morte del soggetto.
Il lasso di tempo entro cui il rigor mortis si generalizza e raggiunge la massima intensità (fase di stabilizzazione) varia da 24 a 48 ore dopo il decesso. Essendo allora i muscoli sodi e difficilmente estensibili, l’atteggiamento del cadavere rimane fissato per un certo tempo, dopo il quale la rigidità si risolve. (fonte)
La Rigor Mortis Abt fa parte della serie Momentum, dodici birre prodotte una volta all'anno in corrispondenza dei dodici mesi. La quadrupel/Abt oggetto dell'articolo viene rilasciata nel mese di gennaio di ogni anno e occupa la posizione numero 23 nella classifica delle migliori quadrupel secondo il sito di rating Ratebeer. ed è proprio consultando questo sito e il suo immenso database che vengo a scoprire che di Rigor Mortis ne esistono diverse versioni. Oltre all'immancabile versione barricata, in tal caso esiste una versione che ha riposato in botti ex brandy, scopro che esistono altre sette tipologie che riprendono gli stili monastici più conosciuti, con qualche variazione sul tema, ad esempio una belgian ale passata in botti di pinot nero.

martedì 14 marzo 2017

Cosa e dove ho bevuto durante la Settimana della Birra Artigianale 2017

Settimana della Birra Artigianale, ormai una piacevole istituzione per l'Italia brassicola; impossibile quindi non prendere parte a questa grande festa ed approfittare per bere qualcosa!

Da sette anni l'Italia artigianale attende tutto l'anno la settimana più birrosa per festeggiare ed onorare la sacra bevanda che tanto ci appassiona! L'idea e l'intuizione di Andrea Turco di Cronache di Birra è stata molto semplice ma efficace: riunire tutta l'Italia brassicola in un unico grande bancone lungo una settimana intera. Prendere parte a questa grande festa è semplicissimo: avere voglia di bere buona birra e divertirsi! Nel corso degli anni gli aderenti sono aumentati in maniera esponenziale e ormai trovare un locale che non aderisca a questa iniziativa diventa davvero un arduo compito. Merito quindi della coinvolgente organizzazione che di anno in anno ha attirato un numero sempre maggiore fra appassionati e locali.

Io prendo parte a questa festa dagli albori, e da quando ho fondato Diario Birroso, ne approfitto per raccontarvi le mie scorribande durante questa settimana, qui e qui trovate i resoconti dei due anni precedenti.
Non posso non partire dall'unico locale di Foggia che ha aderito alla Settimana della Birra Artigianale: lo Zapoj! Da qualche anno infatti è uno dei pochissimi pub della mia zona che ha deciso di puntare molto sulla buona birra abbinata ad un'eccellente cucina che si colloca a metà fra il classico pub e una braceria di livello. Ad un impianto di spine a sei vie con un paio di queste che variano quasi mensilmente, offre anche una studiata selezione di bottiglie che viene aggiornata a seconda delle novità. Quella che ha inaugurato questa settimana è stata la doppietta Hammer, la Spring e la Wave Runner, di cui vi ho rispettivamente parlato in questo e quest'altro articolo. Se mi seguite da un pò, avrete certamente letto le mie lamentele riguardo all'arretratezza in fatto di birra artigianale del mio territorio; quindi mi crederete se considero una grande conquista trovare in un pub alcune referenze di Hammer, uno dei birrifici più importanti d'Italia!

Come avrete letto sulla pagina Facebook del blog, tuttavia la birra che ha inaugurato la mia settimana è stata la Stonehenge di Lariano, una profumata e morbidissima rye IPA con note fruttate e citriche e qualche suggestione di balsamica! Ancora una birra fresca e luppolata e ancora a firma di Lariano; con amici abbiamo stappato la Vergött, una delicata white IPA che coniuga note speziate ed acidule tipiche delle witbier, e sentori agrumati, di arancia amara e lime.
Una delle birre più strane che ho incrociato in questi giorni è senza dubbio la Heavy Water di Bearvertown, birrificio inglese mai banale, di cui ho assaggiato ottime cose ma anche produzioni poco riuscite secondo i miei gusti. La lattina di Heavy Water, curatissime come da copione, recita inequivocabilmente sour cherry and sea salt imperial stout.  Smaltito lo sbigottimento iniziale decisamente studiato dall'attivissimo reparto marketing del birrificio londinese, mi trovo di fronte una birra nera come la pece, con una ricca schiuma cappuccino. Il naso è un mix di note tostate e sentori aspri di frutta a bacche rosse. In bocca ricalca quanto avvertito al naso riuscendo ad essere equilibrata e gradevole nonostante gli elementi in gioco siano così particolari. Non semplicissima da bere, anche per i suoi nove gradi alcolici, ma sicuramente una birra da provare.

mercoledì 21 dicembre 2016

Brasserie Dieu Du Ciel! - Solstice d'Hiver

Ospito ancora una volta il birrificio canadese Dieu du Ciel!. In concomitanza con il solstizio d'inverno ho stappato il loro barley wine chiamato appunto Solstice d'Hiver!

Alle 11.44 di oggi, 21 dicembre 2016, entreremo ufficialmente nella stagione invernale. Questo passaggio è astronomicamente chiamato solstizio d'inverno, ovvero quel momento in cui il Sole, nel moto apparente raggiunge la posizione più a sud dell'equatore celeste. (fonte).
E' una giornata molto particolare, alla quale fin dai tempi antichi è stato attribuito un significato simbolico e a tratti mistico. Vi raccontai qualche leggenda in questo articolo di due anni fa, quando stappai un'altra birra dedicata a questo evento astronomico, la Sunturnbrew di Nogne.
Dieu Du Ciel! Solstice d'Hiver birra recensioni blog birra artigianale

Della Brasserie Dieu Du Ciel! invece vi ho ampiamente parlato in più di un'occasione, e se seguite questo tag ricostruite tutte le birre ospitate sul blog.

martedì 22 novembre 2016

Brasserie Dieu Du Ciel! - Péché Mortel

Dal birrificio canadese di Dieu du Ciel! ecco la poderosa Péché Mortel, un'autentica perla del panorama brassicolo mondiale!

Anche se qui le temperature ancora non hanno conosciuto una vera e propria picchiata verso il basso, il clima è decisamente consono per gustare qualche birra dal tenore alcolico più elevato.
Da grande amante delle imperial stout, appena ne ho l'occasione ne acquisto molte, bevo diverse e in molti altri casi metto da parte in cantina per valutarne l'evoluzione.
Generalmente se ho possibilità di prendere un paio di bottiglie per etichetta, mi impongo il piacevole esercizio dell'assaggio immediato e poi dell'assaggio dopo qualche anno.
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Mi piace molto il modo di fare birra di questi canadesi di Dieu Du Ciel! ed è davvero un bene trovare, da qualche anno a questa parte, le loro birre più frequentemente nei nostri beershop.
Della loro storia e delle birre che ho avuto modo di provare nel corso del tempo vi parlai in questo articolo. Sul blog di Portale Birra invece vi parlavo in maniera dettagliata di una loro birra, la Aphrodisiaque.

domenica 16 novembre 2014

Dieu du Ciel!

No, non sono impazzito. Non ancora! E non sto bestemmiando...
Il post di oggi é interamente dedicato al birrificio canadese Dieu du Ciel! con tanto di punto esclamativo.
Sono stato letteralmente rapito dalle loro produzioni i primi di ottobre come vi accennai in questo post. In realtá é un birrificio che giá conoscevo. Se bazzicate nei siti di rating risulta da anni in pianta stabile fra i primi 50 birrifici del mondo. Rating da prendere con le pinze ovviamente, ma di certo non vi troverete nel bicchiere prodotti scadenti, anzi.

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