Diritto d'autore..questo sconosciuto
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Visualizzazione post con etichetta craft beer. Mostra tutti i post
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giovedì 8 ottobre 2015

Canediguerra

Quattro cani per strada.
Il primo è un cane di guerra
e nella bocca ossi non ha e nemmeno violenza.
Vive addosso ai muri e non parla mai,
vive addosso ai muri e non parla mai.

Deve essere stata questa canzone di De Gregori (attendo ovviamente conferme e smentite) la musa ispiratrice che Alessio "Allo" Gatti ha dato al suo birrificio partito ad inizio 2015.
Sito ad Alessandria, la creatura di Allo, con alle spalle esperienze da Brùton, Birra del Borgo, Toccalmatto, Brewfist e Bad Attitude, si è presentata al grande pubblico con tre birre che coprono altrettanti stili.
La birra di partenza è stata una bassa fermentazione, una Bohemian Pilsner fresca ed erbacea.
Le altre due sono una Brown Porter e un'American IPA, e sono quelle che ho rimediato io in bottiglia e che sono protagonisti del Tasting Moment di oggi.


martedì 1 settembre 2015

Hop Skin - Crazy Paul

Dopo un lungo peregrinare in giro per il mondo, il Tasting Moment fa finalmente tappa in Italia, precisamente in Lombardia.
Siamo a Curno, in provincia di Bergamo e qui due giovanissimi homebrewers, Paolo Algeri e Gioia Ravasio, dopo quattro anni di cotte casalinghe decidono di lanciarsi in questo ambizioso progetto chiamato Hop Skin.
Birrificio con taproom annessa, inaugurato nel 2014. Una linea precisa e chiara di birre che strizzano l'occhio al mondo craft americano. Birre di carattere, dove il luppolo fa la parte del leone senza però avvicinarsi a derive pericolose di sbilanciamento.
I due giovanissimi ragazzi si avvalgono di una sala cottura da 300 litri, una cantina di fermentazione da 4000 litri e una di maturazione da 2000 litri.
Dopo nemmeno un anno dall'apertura, Paolo e Gioia decidono di affiancare l'attività brassicola a quella di publican. Nel giugno di quest'anno infatti, a Bergamo, in zona Borgo Santa Caterina, apre i battenti Beer Garage, locale interamente dedicato alle birre craft e che si avvale come figura di publican del neo campione del mondo di beersommelier, Simonmattia Riva, che vi presentai in questa occasione. Non si può che bere bene quindi, in quel di Bergamo.

lunedì 13 luglio 2015

Siren Craft Brew/ Hill Farmstead - Love of Work

Una bella collaboration beer è l'argomento di questo nuovo appuntamento con la rubrica Tasting Moment. 
I fautori di questa opera sono il giovanissimo birrificio inglese Siren Craft Brew e l'altrettanto giovane birrificio del Vermont Hill Farmstead.
Il richiamo delle sirene per Darron Anley, ex informatico, è arrivato dopo aver incrociato sul suo cammino Ryan Witter-Merithew, originario della North Carolina, e una vita in giro per il mondo a fare birra.
Il progetto Siren Craft Brew, con base a Finchampstead, nel Berkshire, Inghilterra sud-orientale, nasce nel 2012 con l'idea precisa di produrre birre di ispirazione americana e rivolte principalmente ai mercati in espansione, leggasi rivolte principalmente ai beergeek.
Non mi dilungherò sulla questione nerd/geek della birra in quanto ho già spiegato la mia posizione in questo articolo.
Torniamo a Siren, che produce una linea core di sole cinque birre di cui due dichiaratamente IPA, una Pale Ale, una stout e una berliner weisse con dry hopping. In realtà ne esistono 7 versioni, tante quanti gli anni passati da Ulisse sotto la prigionia della ninfa Calipso.
Accanto a questo core di birre prodotte regolarmente, vi è un numero elevato di special releases composte principalmente da birre collaborative e sperimentali.
Ed è il caso della birra oggetto dell'articolo, la Love of Work brassata assieme a Hill Farmstead.

lunedì 6 luglio 2015

Parliamo di saison. Un confronto a tre: Saison Dupont vs.Saison D'Erpe-Mere vs. Saison D'Epeautre

Oggi mi cimento in un insolito articolo, vediamo cosa ne viene fuori.
L'idea mi è venuta per caso qualche giorno fa stappando una saison per rinfrescarmi dalla cappa di caldo che sta avvolgendo il mio paese. Il caso ha poi voluto che in frigo avessi altre due esemplari di questo meraviglioso stile ed ecco che mi è scattata la scintilla: un bel confronto fra tre saison.
Saison in francese significa stagione, e si riferisce ovviamente a quella estiva.


lunedì 29 giugno 2015

Beer Here - Dark Hops

Eccoci ad un nuovo appuntamento con la rubrica Tasting Moment.
Stavolta voliamo nelle terre scandinave, in Danimarca, nazione che ultimamente è divenuta vero epicentro del beergeekismo europeo se non addirittura mondiale. Con tutti i pro e i contro.
Se avete imparato a conoscermi attraverso i miei scritti in questi pochi mesi di vita del blog, vi sarete sicuramente accorti che non faccio parte della frangia integralista degli appassionati.
Vuoi perchè sono relativamente giovane di questo mondo, vuoi perchè la mia opinione è sempre legata all'assaggio. Se una birra è buona per me non ha importanza da chi è stata pensata e realizzata. Del resto, da molti anni spendo diversi quattrini sperando di bere bene mica il contrario!
Giudicare a prescindere è sempre errato.
Tutti quindi a demonizzare i birrifici scandinavi perchè 1.spesso sono beerfirm (come se fosse una colpa esserlo); 2. perchè fanno birre per geeks e nerd della birra.
Al rogo quindi interpretazioni di IPA e IRS provenienti dalle terre di Odino.
Chi mi conosce sa che io non sono un fan di Mikkeller, delle sue birre ovviamente. Ma semplicemente perchè nel suo infinito portafoglio quelle che salvo si possono contare sulla dita di una mano. Non certo per partito preso.
Fatto il dovuto cappello, il Tasting Moment di oggi dicevo, ci fa volare in Danimarca, in una delle beerfirm più interessanti del paese: Beer Here.

sabato 20 giugno 2015

Brasserie De La Senne - Wadesda #5

Terzo appuntamento con la rubrica Tasting Moment.
Dopo U.S.A. e Gran Bretagna, oggi andiamo in Belgio, e precisamente a Bruxelles a conoscere uno dei birrifici belgi fra i più giovani ma già di caratura internazionale. 

sabato 13 giugno 2015

The Kernel - Pale Ale Citra Zeus Summit El Dorado



Secondo appuntamento con la rubrica Tasting Moment.
Ieri è stato un venerdì rovente qui in Puglia. Son tornato da lavoro con un solo obiettivo: rinfrescarmi a dovere. Così ho aperto il frigo e non ho avuto dubbi nella scelta: una freschissima American Pale Ale del birrificio inglese The Kernel.
Andiamo a scoprire di che si tratta.


lunedì 18 maggio 2015

Brouwerij Van Eecke - Poperings Hommel Bier (in collaborazione conStagioniAMO)

Prosegue il menu di StagioniAMO, la rubrica che ogni mese sceglie un ingrediente stagionale con il quale realizza varie ricette a tema. Ad ogni ricetta il mio compito è quello di abbinarci la birra.

New logo - Stagioniamo

Arriviamo quindi al terzo piatto del menu, curato per l'occasione da Silvia del blog La Greg, vincitrice del contest sui secondi piatti indetto da StagioniAMO. In veste di special guest quindi oggi ci propone come secondo piatto dei gustosissimi ventagli di crepes alla rucola.
Non ci perdiamo in chiacchiere e passiamo alla scelta della birra.

domenica 17 maggio 2015

Una cascata di luppolo per l'ultima nata in casa Ebers

Torniamo a parlare del giovane birrificio foggiano Ebers che vi presentai in questa occasione. Nonostante abbia da poco compiuto il primo anno di etá, Ebers ha giá sfornato cinque creazioni brassicole, cimentandosi anche con i passaggi in botte, come nel caso della Nera di Troja. In questi giorni é stata presentata in giro per Puglia e Basilicata l'ultima nata, la Hopsfall.
Michele mi parlò di questa idea da diverso tempo con l'entusiasmo che lo contraddistingue e che inevitabilmente ti travolge quando interloquisci con lui sul mondo brassicolo.

giovedì 14 maggio 2015

Rochefort 6 (in collaborazione con StagioniAMO)

Come vi ho annunciato la scorsa settimana, a partire da maggio ho iniziato una collaborazione con il progetto StagioniAMO. Si tratta di un'idea di quattro foodblogger che proprio a maggio ha compiuto il primo anno di vita.
Ogni mese viene scelto un ingrediente stagionale con il quale si crea un vero e proprio menu. A me il compito di abbinarci una buona birra.
Ricordo che per il mese di maggio l'ingrediente scelto è la rucola!
Dopo l'antipasto. ora è la volta ovviamente del primo piatto curato da Marzia di Coffee&Mattarello. La sua gustosissima proposta è gnocchi di rucola con pomodorini caramellati e ricotta salata.

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L'acquolina in bocca è tanta e quindi procedo con la scelta della birra:

martedì 12 maggio 2015

Ora et labora

In questi giorni il termine trappista è certamente stato utilizzato in lungo e in largo. Persino La Repubblica ha dedicato un intero articolo a questi simpatici monaci e i loro prodotti. Il motivo di questo fervore mediatico è la notizia diffusasi ufficialmente (notizie che era nell'aria ormai da tempo) nel primo pomeriggio di domenica relativa al riconoscimento della prima birra trappista italiana. Fino a pochi anni fa, diciamo fino al 2010, i birrifici che potevano fregiarsi del simbolo trappista erano solo 7 localizzati esclusivamente tra Belgio e Olanda. Negli ultimi anni la famiglia si è allargata e oggi se ne contano ben 11 sparsi ormai in tutto il mondo. Spesso si fa confusione quando si parla di birre trappiste e birre d'abbazia. Provo a mettere un po' di chiarezza.
Il marchio Trappistenbier è una sorta di tutela legale ottenuta per la prima volta in Belgio nel 1962 a seguito di un'azione legale promossa da Chimay. I requisiti per ottenere questa famigerata denominazione sono tre e sono totalmente slegati dalla tipologia di birra prodotta. Per questo motivo è errato parlare di birra trappista identificandola come uno stile con delle precise caratteristiche organolettiche. Ecco le tre regole per fregiarsi del prestigioso marchio esagonale:
1. La produzione deve essere affidata ai monaci o sotto la loro supervisione;
2. La produzione deve avvenire in un'Abbazia appartenente all'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza (OCSO);
3. I profitti derivanti dalle vendite di questi prodotti devono esser devoluti per opere di carità o a fini sociali.

lunedì 4 maggio 2015

St. Bernardus - Extra 4 (in collaborazione con StagioniAMO)

Maggio mese di novità su questo Diario Birroso. Inizia oggi la mia collaborazione con StagioniAMO!
Cosa è questa rubrica? Semplicissimo! Esattamente un anno fa l'unione di quattro food blogger (Crumpets&Co., Coffee&Mattarello, Caffè Babilonia, Pizza, Fichi e Zichini) unite sotto un'unica grande passione per la cucina, ha dato vita a questa simpatica rubrica chiamata appunto StagioniAMO. Ogni mese viene scelto un ingrediente stagionale e viene realizzato un menu completo (antipasto, primo, secondo e dolce - se è possibile) ovviamente utilizzando prevalentemente l'ingrediente scelto. Il mio compito è quello di scegliere ed abbinare una birra!
L'ingrediente di questo mese è la rucola e la prima portata è l'antipasto.

Si parte ovviamente con l'antipasto che questo mese è costituito da tranci di frittata con rucola, bresaola e parmigiano ideato da Caffè Babilonia.

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Ed ecco la birra che ho scelto:

venerdì 10 aprile 2015

Arbor Ales

Con l'articolo di oggi ci trasferiamo per un attimo in Inghilterra, precisamente a Bristol. Qui infatti parte l'avventura nel 2007 del birrificio Arbor. Storia abbastanza travagliata, fatta di aperture di pub e relative chiusure, poi ancora aperture. In tutto questo trambusto la produzione, che giá nei primi periodi di attivitá era di quasi una ventina di birre, si è ampliata in maniera esponenziale, contando fra le altre una serie infinita di single hop, ossia birra prodotte con una sola varietá di luppolo.

lunedì 19 gennaio 2015

Ebers

Il Papiro Ebers (ca. 1550 a.C.), dal nome del suo acquirente europeo, è un rotolo di papiro lungo 20 metri ed alto 20 centimetri, suddiviso da 108 pagine e databile alla XVIII dinastia egizia, più precisamente al regno di Amenhotep I, anche se il testo potrebbe essere notevolmente più antico. Il papiro venne acquistato nell'inverno 1873-1874 a Tebe da Georg Ebers. Attualmente è conservato presso la biblioteca dell'Università di Lipsia, in Germania.
(fonte: wikipedia)
Il papiro in questione pare contenesse rimedi medici e varie formule magiche, alcune delle quali con preciso riferimento alla birra...
E' da questo papiro che prende il nome il primo birrificio nato a Foggia la primavera dello scorso anno. Deus ex machina dell'interessantissimo progetto è Michele Solimando, passato da homebrewer e formazione tra CERB e Doemens Academy.

L'impatto delle sue birre sul panorama foggiano è stato forte sia a livello distributivo che a livello di apprezzamenti. Le sue birre sono facili da incrociare anche nei paesi della provincia foggiana; ed è un merito mica da poco! In primis perchè il bevitore foggiano non è ancora evoluto ed orientato al consumo della buona birra. E in seconda battura perchè sono gli stessi publican che non hanno le giuste competenze per proporre un prodotto nuovo e ben fatto, rifugiandosi nella cara buon vecchia birra industriale.



La sua linea base è composta da tre birre che riprendono tre stili differenti: una Belgian Blond Ale, una Blanche e una American Pale Ale.
In questo articolo vi parlerò della sua ultima creatura, la Winters. Birra prodotta in agosto e lanciata a ridosso delle feste natalizie.
Lo stile dichiarato in etichetta la fa annoverare nelle Old Ale inglesi. In un'elegante bottiglia da 75 cl, una volta stappata forma un bel cappello di schiuma color cappuccino di media persistenza. Il colore è ebano molto scuro. Al naso emergono subito delle note tostate, di liquirizia e di caffè. In bocca è morbida. Gli 8 gradi sono sostenuti da un buon corpo e una delicata carbonazione. Lo scenario avvertito olfattivamente si ripropone in bocca con orzo tostato e liquirizia in evidenza, ma anche note dolci che bilanciano in maniera ottimale il tutto. La bevuta risulta molto piacevole e la gradazione alta viene nascosta in maniera eccellente salvo fare capolino a fine corsa, quando lascia spazio ad un leggero calore etilico perfetto se sposato con della pasticceria secca o dei cioccolatini fondenti.
Birra elegante e complessa ma facile da apprezzare, strizza l'occhio alle Russian Imperial Stout pur non spingendosi sugli estremismi di amaro tostato a cui ci hanno abituato le odierne interpretazioni.
La scena foggiana può quindi gioire e rallegrarsi! Il papiro egizio ha regalato rimedi magici contro i malanni dell'epoca, noi ci accontentiamo di farci "curare" dalle birre che portano il suo nome.

Cheers!

domenica 16 novembre 2014

Dieu du Ciel!

No, non sono impazzito. Non ancora! E non sto bestemmiando...
Il post di oggi é interamente dedicato al birrificio canadese Dieu du Ciel! con tanto di punto esclamativo.
Sono stato letteralmente rapito dalle loro produzioni i primi di ottobre come vi accennai in questo post. In realtá é un birrificio che giá conoscevo. Se bazzicate nei siti di rating risulta da anni in pianta stabile fra i primi 50 birrifici del mondo. Rating da prendere con le pinze ovviamente, ma di certo non vi troverete nel bicchiere prodotti scadenti, anzi.

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martedì 4 novembre 2014

Gemelli cattivi

Se provate a digitare su Google Immagini le parole Evil Twin il risultato sarà una sfilza di immagini poco rassicuranti su coppie di fratelli gemelli, magari riprese da film dell'orrore. In effetti la traduzione delle parole è proprio gemello cattivo. Persino la matita di Matt Groening ci ha regalato un episodio in cui Bart Simpson fa conoscenza del suo gemello cattivo.

mercoledì 29 ottobre 2014

British is better

Nell'ultimo articolo ho presentato un birrificio che sta scrivendo una pagina importante della new wave brassicola inglese che sta sfornando tanti birrifici interessanti.
Tuttavia non si può affrontare il futuro se non si conosce il passato. In un contesto fervente come quello della birra artigianale è utile ogni tanto fermarsi e concedersi una pausa ristoratrice e rilassante.