Ho stappato la Draco di Montegioco, un solido barley wine che prevede l'impiego di purea di mirtilli biologici.
In Val Grue, nella Comunità montana Terre di Giarolo, che dal 2009 raggruppa le precedenti Comunità montana Valle Borbera e Valle Spinti e Comunità montana Valli Curone Grue e Ossona, dal 2006 sorge un birrificio che con il passare degli anni è diventata una delle realtà più solide ed apprezzate dell'Italia brassicola. Sto parlando del Birrificio Montegioco, che prende appunto il nome dal paesino di circa 400 anime dislocato nella Comunità montana succitata.Al timone del birrificio vi è Riccardo Franzosi, che come molti suoi colleghi, ha iniziato prima a smanettare fra i pentoloni in casa e poi ha trasformato l'amore per la buona birra nel suo lavoro.
E' considerato uno dei birrai più talentuosi che il nostro paese può vantare e ha conquistato il prestigioso premio di Birraio dell'Anno nel 2012.
Da sempre appassionato innovatore, ha fortemente legato le proprie birre al territorio circostante, valorizzando prodotti locali e innovando il modo di fare birra. Sfogliando il nutrito catalogo delle birre Montegioco scorgiamo che c'è un'attenzione particolare per le birre con aggiunta di frutta, sopratutto locale. Mi vengono ad esempio in mente la Quarta Runa (qui ho scritto qualcosa in merito) con aggiunta di pesche di Volpedo, oppure la Garbagnina con aggiunta di ciliegie di Garbagna, o ancora Tibir e Open Mind che prevedono aggiunta di uva a fine bollitura.

