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lunedì 22 maggio 2017

Primavera e primi caldi. Ecco 5 birre per rinfrescarsi!

Puntualissimo il caldo di maggio ci ha già dato un assaggio della sua potenza di fuoco. Occorre quindi correre immediatamente ai ripari. Ecco le 5 birre per combattere questi caldi primaverili.

Nonostante il weekend che è appena passato è stato all'insegna di piogge torrenziali e vento fresco, questo maggio ha già mostrato la sua indole nelle scorse settimane, facendo sfiorare le colonnine di mercurio ai 30 gradi!
Capite bene che sopportare tali temperature prima che arrivi l'estate è un'ardua impresa; per me che non ho particolare feeling con le belle stagioni poi, è davvero un supplizio.
Primavera e primi caldi. Ecco 5 birre per rinfrescarsi! Mini Hammer Salada Lariano Estivale La Rulles NEIPA Crak Oude Geuze blog birra artigianaleDiventa quindi un imperativo recarsi in qualche locale a bere qualche birra per rinfrescarsi!
Al pari degli anni passati, ecco allora le 5 birre per rinfrescarsi in questo maggio torrido!

1) MINI - HAMMER. Partenza alla grande con uno dei miei birrifici preferiti. La creatura di Marco Valeriani (qui la mia intervista al Birraio dell'Anno) sta sfornando perle su perle, e questa Mini non fa eccezione. Nata come evoluzione della one shot del progetto Workpiece, la Mini entra nella produzione base del birrificio nella primavera di quest'anno. Luppolata con Mosaic e Citra, si presenta con una veste d'oro e un bel cappello di schiuma compatta e di buona persistenza. Eccezionale freschezza al naso, complice anche una data di produzione recentissima, dove emergono note di frutta esotica e di agrumi con quella suggestione che gli americani chiamano dank. La bevuta scorre veloce con punte agrumate e un finale intensamente amaro e secco. E' la mia birra dell'estate senza ombra di dubbio.

venerdì 28 aprile 2017

A Tu per Tu con...Marco Valeriani di Hammer

Ritorno in grande per l'angolo delle interviste di Diario Birroso! Ospite odierno della rubrica "A Tu per Tu con..." è Marco Valeriani, birraio di Hammer e fresco vincitore del prestigioso premio Birraio dell'Anno!


Marco Valeriani, bergamasco, classe 81, è uno dei birrai italiani più talentuosi e capaci che il nostro panorama può vantare. A dirlo sono le sue birre, che oltre a ricevere numerosi premi, colpiscono qualsiasi persona le abbia incrociate.
A suggellare, semmai ce ne fosse bisogno, il suo lavoro è arrivata la proclamazione, in gennaio, come Birraio dell'Anno 2016; l'annuale premio organizzato da Fermento Birra per decretare il birraio che nel corso dell'anno precedente si sia distinto per bravura, qualità e costanza.
a tu per tu con marco valeriana hammer intervista diario birroso blog birra artigianale

I novizi della birra artigianale lo avranno conosciuto, prima ancora del premio di Firenze, associato al birrificio Hammer, di cui vi ho parlato diffusamente in questo articolo.
Io invece ho iniziato ad apprezzarlo diversi anni fa, quando era in sala cottura presso il birrificio brianzolo Menaresta. Ne ho sin da subito apprezzato le doti, sopratutto in tema di birre di grande struttura luppolata. A mio avviso ha regalato una delle birre più eccellenti di tutto il panorama italiano: 22 La Verguenza, una double IPA intesa e profumata che ho adorato sin dal primo assaggio.

Ora è arrivato il momento però di lasciare la parola a lui, armatevi di una Wave Runner e leggete cosa mi ha raccontato!

Ciao Marco, é un onore ospitarti su Diario Birroso! Quale è stata la prima birra artigianale che ti ha fatto scoccare la passione e la voglia di cimentarti nella produzione?
È nato tutto per caso durante l’università. Io ai tempi già bevevo qualcosa di artigianale, andando ogni tanto al Birrificio Italiano e al Birrificio Lambrate. Ma non avevo mai pensato a produrmela. Un mio compagno un giorno mi portò una birra fatta in casa da lui da assaggiare. Poco tempo dopo ci provai anche io.


lunedì 7 marzo 2016

Hammer

Marco Valeriani non devo certo presentarvelo io.
Uno dei più talentuosi birrai che possiamo vantare di avere, dopo aver donato a schiere di appassionati meraviglie brassicole sotto le etichette di Menaresta (io sono un folle fan della 22 La Verguenza), nel 2015 ha deciso di entrare a far parte di un ambizioso progetto: Hammer.
A Villa D'Adda, in provincia di Bergamo, la famiglia Brigati, imprenditori nel settore delle molle ma grandissimi appassionati di birra artigianale, hanno affidato a Marco il timone di un nuovo birrificio, che ha visto la luce lo scorso anno.
Se volete approfondire la storia del marchio e cosa si cela dietro questo progetto non solo dal punto di vista squisitamente brassicolo, vi lascio a questo straordinario contributo di Anna Managò.

giovedì 3 marzo 2016

Degustazioni random #1

Era l'aprile dello scorso anno quando vi parlai di una delle degustazioni che periodicamente organizziamo con amici.
La formula anche stavolta è la stessa, ognuno di noi condivide con gli altri qualche bottiglia che ha in cantina. Per me è stata l'occasione per provare delle birre appena arrivate in Capitanata!
Base di ritrovo, Amarillo 34, il piccolo paradiso birroso sito in Via Dante 42 a Foggia.

Dei recenti campioni dell'ultimo GBBF, i gallesi di Tiny Rebel, avevo assaggiato qualcosa tempo fa che non mi aveva lasciato propriamente convinto. Partiamo il tasting con la loro Fubar, un profumatissima pale ale di 4,4° che regala un elegante floreale all'olfatto con punte di succosa frutta a polpa gialla. In bocca è facilissima da bere e rispolvera quanto avvertito nella fase olfattiva. Pulita e ben fatta.

lunedì 12 ottobre 2015

EurHop 2015. Com'è andata. Capitolo Primo: Italia.

Sono vivo.
Ed è già una grande notizia.
L'evento più atteso dell'anno si è concluso e anche quest'anno è meritevole di un adeguato resoconto.
Ho presenziato il venerdì dalle 17 alle 20, e il sabato dalle 14 alle 20.30.
E ho bevuto parecchio.

Ho idealmente diviso il mio report in due capitoli per sviscerare al meglio le varie bevute e sopratutto non annoiarvi troppo.
Il livello di partecipazione è stato elevato, a mio avviso superiore allo scorso anno, parlo di colpo d'occhio. Peccato per il diluvio che ci ha accompagnato per tutta la giornata di sabato creando qualche disguido sopratutto per dove erano posizionati i lavabicchieri. Nulla di irreparabile e certamente era difficile prevedere che sarebbe venuto giù il mondo giusto nei giorni del festival.

Se ancora ce ne fosse bisogno, EurHop mi ha dato conferma che attualmente il livello italiano della birra artigianale è molto alto, al pari dei mostri sacri stranieri.
Ovviamente il mio giudizio è calibrato sullo spaccato vissuto a Roma in questi tre giorni, dove lo staff del Ma Che Siete Venuti a Fà capeggiato da un instancabile Manuele Colonna ha selezionato il meglio che attualmente l'Italia brassicola ha da offrire.