Ciao ragazzi, scrivo questo breve articolo dopo diversi mesi di silenzio per spiegare un pò la nuova linea di Diario Birroso.
Negli ultimi mesi è iniziato a diventare un pò troppo impegnativo garantire un tot di articoli a settimana, quindi per forza di cose ho dovuto rallentare la presa.
Questo blog è nato con l'intento di condividere le mie impressioni sul mondo della birra artigianale, cercando di stimolare gli avventori ad avvicinarsi a questa realtà.
Da subito ho cercato, e spero di esserci in parte riuscito, di dare un contributo curato per ogni articolo.
Attualmente il mio tempo libero a disposizione però si è ridotto notevolmente quindi occorreva prevedere un cambio di rotta al fine di offrirvi sempre il massimo in termini di qualità!
La scelta che ho intrapreso da qualche mese ormai è quella dell'aggiornamento quotidiano della pagina Facebook ufficiale del blog (qui il link diretto) lasciando questo spazio per articoli e tematiche meritevoli di maggiori approfondimenti.
Su Facebook troverete tutto: notizie, considerazioni, assaggi, eventi..insomma forse un servizio ancor più completo e sicuramente più immediato!
Vi aspetto quindi sulla pagina Facebook!
Cheers!
Diritto d'autore..questo sconosciuto
Carissimo visitatore, sono felice che la tua passione birrosa ti abbia portato su questo portale.Augurandoti una buona navigazione, ti avverto, tuttavia, che è severamente vietato effettuare il "copia ed incolla" di un articolo o parti di esso.
Di fronte a tali comportamenti,privi di citazione, sarò costretto ad agire per vie legali contro coloro che non rispettano il sacro diritto d'autore..birrai e fruitori.
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giovedì 25 ottobre 2018
mercoledì 7 marzo 2018
Brasseria della Fonte - Caffè Doppio & Mezzanotte
Torna sul blog la giovane realtà toscana Brasseria della Fonte con un doppio appuntamento incentrato sulle due ultime crazioni: una coffee stout e una imperial stout. Vediamo come è andata.
Di Samuele Cesaroni e della Brasseria della Fonte vi ho parlato brevemente in questa occasione.Il progetto Brasseria della Fonte prende vita nel 2015 come beerfirm per poi fare il grande passo e dotarsi di proprio impianto appena un anno dopo.
Il birrificio si trova a pochi km da Pienza all'interno di un agriturismo a conduzione familiare nella suggestiva campagna toscana. Al timone c'è Samuele Cesaroni, appassionato vero (è anche giudice del prestigioso BJCP) prima che birraio, cose che molto spesso non vanno necessariamente di pari passo. Samuele utilizza un impianto Spadoni a due tini da 6 ettolitri con quattro fermentatori, per un totale di 22 ettolitri.
La produzione si compone di una linea fissa composta da quattro birre: American Pale Ale, Rossa di Pienza, Robust Porter e la Wee Heavy Scotch Ale; una linea stagionale/one shot composta da American Barley Wine, Old Style Farmhouse, Summer Ale Session IPA, Freshoops!, English Pale Ale, Buone Feste, Raven&Demise, Mezzanotte e Caffè Doppio.
Il sito ufficiale è uno dei più curati fra quelli italiani e prevede anche le ricette delle singole birre prodotte, pratica davvero ammirevole che punta forte su uno dei miei mantra: la birra è condivisione.
domenica 28 gennaio 2018
[Pinta&Penna] Ayinger Altbairisch Dunkel
Un grande classico della produzione bavarese incontra un grande classico della letteratura statunitense.
Non poteva iniziare diversamente la nuova rubrica, Pinta&Penna, in collaborazione con il blog La Bottega delle Recensioni. Un articolo che vuole essere la piacevole lettura domenicale o al più la prima lettura del lunedì mattina prima di rituffarci nella settimana lavorativo.Inquadrata così, Pinta&Penna inizia sorseggiando un grande classico del birrificio bavarese Aying, la Dunkel o come fieramente viene appellata sin in etichetta Altbairisch, ossia bavarese antica.
lunedì 15 gennaio 2018
Mikkeller - Beer Geek Brunch Weasel (Highland Edition) 2009
Approda sul blog una delle birre storiche della beerfirm danese Mikkeller, la Beer Geek Brunch Weasel nella sua versione invecchiata in botti di whisky.
Non sono mai stato un fan del mondo di intendere birra di Mikkeller, gipsy brewer più famoso al mondo che ha creato un vero e proprio impero.Non essere fan non vuol dire non averne mai bevute, anzi; e sopratutto non vuol dire non apprezzare prodotti di punta. Il successo imprenditoriale di Mikkel Borg Bjergsø, replicato (o quantomeno tentato) con To Ol e Evil Twin (si, sono figli della stessa idea imprenditoriale, quindi se boicottate le birre di Mikkeller e bevete le altre , siete in epic fail) passa anche per il successo di una birra in particolare, la Beer Geek Breakfast.
Era il 2005 quando Mikkel e l'allora socio Kristian Klarup Keller decisero di creare una oatmel stout intensa e corposa. Così ricorda lo stesso Mikkel: "Volevamo combinare tutti i migliori aromi di ogni cereale che stavamo studiando e garantire la presenza del 25% di avena, dal momento che volevamo aggiungere grande corpo e cremosità alla nostra birra". Il risultato tuttavia non li soddisfò del tutto, così Mikkel contattò Alesmith, birrificio americano autore della famigerata Speedway Stout, e decise di aggiungere del caffè alla ricetta, che prevede fra l'altro un grist di malti composto da pilsner, smoked, caramunich, brown, pale chocolate, chocolate e come detto avena, oltre che una ricca luppolatura affidata a Centennial e Cascade. Nasce così la Beer Geek Breakfast, ricca oatmeal stout di 7,5 gradi alcolici che irrompe sul mercato in maniera deflagrante. Il successo di questo mostro nero è il punto di svolta per la creatura di Mikkel che decide di cavalcare l'onda e di mirare ad un target ben preciso, i geek/nerd della birra.
lunedì 8 gennaio 2018
The Lost Abbey - Ex Cathedra
Torna sul blog uno dei miei birrifici preferiti, The Lost Abbey con una delle ultime release dell'anno appena passato: Ex Cathedra.
Se seguite la pagina Facebook del blog avrete certamente notato che le festività appena terminate non sono state altro che l'ennesima occasione per stappare e condividere birre con amici e parenti.Come primo articolo di questo 2018 ho volutamente scelto una birra molto particolare, proveniente da uno dei miei birrifici preferiti, The Lost Abbey, la creatura di Tomme Arthur che dal 2006 ha affiancato le birre Port Brewing con produzioni di stampo prettamente belga.
Nome del birrificio decisamente sui generis, etichette e bottiglie sempre curatissime in ogni dettaglio e nomi delle birre evocativi ed esoterici; ecco i tratti che fanno di The Lost Abbey un birrificio molto ricercato fra gli appassionati. Le birre ovviamente viaggiano a livelli qualitativi elevatissimi e grazie al cielo qualcosa arriva con una certa costanza anche in Europa da qualche anno.
Prezzi non del tutto competitivi ma ogni tanto si può fare uno strappo alla regola e acquistarne qualcuna. Qui trovate le birre passate sul blog.
Nella primavera 2017 arriva come birra stagionale la Ex Cathedra. La birra di partenza è la quadrupel della casa, la Judgment Day, che riposa per ben 12 mesi in botti ex bourbon e alla quale vengono aggiunti zenzero, scorze di arancia ed altre spezie non specificate. Al solito etichetta meravigliosa e nome dal significato profondo e simbolico.
Non è la prima birra che i ragazzi di San Diego dedicano a misteri e riti pontifici, ricordo infatti la Sede Vacante, blend fra barley wine che hanno riposato in botti di diversa provenienza.
venerdì 29 dicembre 2017
Il mio 2017 birroso
Siamo giunti alla fine di questo 2017 che è stato, manco a dirlo, ricco di birra artigianale.
Un anno intenso, con diverse occasioni che mi hanno portato in varie zone d'Italia per "verificare" sul campo, quanto la birra artigianale sia diventata parte del nostro vivere.
Le sortite a Roma sempre più frequenti mi hanno permesso di assaggiare birre altrimenti impossibili da ritrovare alle mie latitudine; e mi hanno permesso altresì di conoscere tante persone con le quali ho condiviso bei momenti e diverse decine di birre!
In questo articolo di fine anno non voglio stilare una classifica assoluta delle migliori bevute, in quanto molto hanno preso vita solo sulla pagina Facebook che vi invito ovviamente a seguire per tutti gli aggiornamenti quotidiani.
Ecco allora cinque articoli che hanno caratterizzato il 2017 birroso di questo blog, con l'augurio di una felice fine e un grandioso inizio 2018.
Un anno intenso, con diverse occasioni che mi hanno portato in varie zone d'Italia per "verificare" sul campo, quanto la birra artigianale sia diventata parte del nostro vivere.
Le sortite a Roma sempre più frequenti mi hanno permesso di assaggiare birre altrimenti impossibili da ritrovare alle mie latitudine; e mi hanno permesso altresì di conoscere tante persone con le quali ho condiviso bei momenti e diverse decine di birre!
In questo articolo di fine anno non voglio stilare una classifica assoluta delle migliori bevute, in quanto molto hanno preso vita solo sulla pagina Facebook che vi invito ovviamente a seguire per tutti gli aggiornamenti quotidiani.
Ecco allora cinque articoli che hanno caratterizzato il 2017 birroso di questo blog, con l'augurio di una felice fine e un grandioso inizio 2018.
- Una delle migliori bevute dell'anno è stata la Heritage 2013, ecco l'articolo completo e il confronto con la sorella minore.
- La mia intervista al campione uscente di Birraio dell'Anno: Marco Valeriani di Hammer
- La mia visione sull'importanza della preparazione di un publican.
- Qualche riflessione sull'importanza della freschezza di una birra.
- Viaggi e festival di questo 2017: da Milano al Trentino passando per l'immancabile Eurhop.
Vi ricordo inoltre che potete seguirmi su Instagram, Twitter e Untappd.
Buone feste e buona birra.
Cheers
mercoledì 6 dicembre 2017
De Halve Maan: Straffe Hendrik Brugs Quadrupel vs. Heritage 2013
Confronto fra due birre prodotte dal birrificio De Halve Maan; la Brugs Quadrupel e la sua versione barricata.
Storia travagliata quella del birrificio De Halve Maan, sito a Bruges, Belgio.Halve Maan, la mezza luna che poi diventa simbolo inconfondibile del birrificio, vede la luce nel 1856 per opera di Leon Maes, meglio conosciuto come Henri I.
Saldamente al timone del birrificio, si sono succedute diverse generazioni della famiglia Maes, che hanno contribuito ad accrescere ed innovare il modo di fare birra del birrificio di Bruges.
I viaggi di Henri II nell'Inghilterra nel pieno della Rivoluzione Industriale, regalano il know how necessario per ampliare gli stili prodotti, portando in Belgio birre di stampo prettamente inglese, raccogliendo sempre maggiore consenso. Consenso che si traduce in aumento ed innovazione della linea produttiva. Tuttavia la sua scomparsa prematura rallenta l'innovazione, seppur in parte portava avanti dalla moglie e della cognata (moglie del fratello Achère, anch'egli proprietario del birrificio), anch'essa rimasta vedova da poco.
Le generazioni si susseguono ancora e si arriva al termine del primo conflitto mondiale, che vede De Halve Maan affiancare all'alta fermentazione anche birre a bassa fermentazione, trainate dalla Germania e tanto in voga in quel periodo. Periodo florido anche quello immediatamente la fine della Seconda Guerra Mondiale, dove la distribuzione locale delle birre a marchio della mezza luna, avviene su carri trainati da cavalli.
In termini di innovazione distributiva, ha suscitato molta curiosità l'ultima e recentissima idea del suddetto birrificio, unico rimasto attivo nella città di Bruges. Per evitare il passaggio continuo di camion all'interno della Venezia del Nord, il birrificio ha richiesto ed ottenuto, nel 2014, l'autorizzazione per la costruzione di un condotto sotterraneo di circa 3 km che collega il sito produttivo con l'impianto di imbottigliamento. Si tratta di un vero e proprio birradotto, forse unico e primo nel suo genere!
mercoledì 29 novembre 2017
Riflessioni personali sul drink fresh.
Domenica mi trovavo, al solito, in giro per una birretta serale.
Ordinata la mia pinta, nella fattispecie la Koral di Hammer, e portata al naso, ho avuto un flash; improvvisamente ho formulato una riflessione sull'importanza della freschezza in una birra, come accennato la sera stessa sulla pagina Facebook del blog.
Ora voglio aggiungere qualche tassello a questa riflessione.
Ora voglio aggiungere qualche tassello a questa riflessione.
Facciamo un passo indietro però.
Come vi scrissi in questo articolo, io sono un fervido sostenitore del drink fresh, del consumo nel più breve termine possibile delle birre, sopratutto quelle a carattere luppolato.
Al netto degli isterismi che ultimamente hanno contaminato la scena italiana, l'accento sul consumo rapido di determinate birre è un fattore imprescindibile nella gestione di un locale.
Da appassionato e sopratutto seriale bevitore in questi anni una mia idea su cosa preferire nella scelta dei prodotti, me la sono fatta. E domenica sera i primi sorsi di quella Koral l'hanno cementata ancor di più.
Partiamo da un primo assunto fondamentale: in un buon 90% dei casi attendere per bere una birra e quindi farla invecchiare per mesi se non addirittura anni, è un'idea fallace.
I rari casi contemplati rappresentano comunque un rischio e sono sopratutto dedicati a tipologie di birre molto particolari che ben si prestano, almeno sulla carta, ad un consumo più dilatato nel tempo.
Se volete approfondire l'argomento, vi rimando a questo articolo.
Dall'assioma di cui sopra è facile dedurre che per preservare la freschezza e proprietà organolettiche della birra è indispensabile far ricadere la propria scelta su birre che non hanno passato buona parte della propria esistenza su camion e in magazzini non refrigerati.
Da consumatore la mia scelta sulle luppolate quindi ricade nel 99% dei casi, esclusivamente su birre italiane.
lunedì 27 novembre 2017
Brasserie Fantôme - Chocolat
Arriva sul blog Fantôme, una delle realtà più creative e geniali del Belgio ma non solo. La birra stappata è la Chocolat!
Se non siete proprio novellini bevitori artigianali avrete certamente incrociato almeno una volta nelle vostre scorribande alcoliche le creature della Brasserie Fantôme. Se invece non le avete mai sentite nominare è giunto il momento di colmare la lacuna: bere una birra di Dany Prignon è un'esperienza che va al di là della birra artigianale.Dany Prignon, anima geniale e stravagante di Fantôme, la sua creatura che apre i battenti nel 1988 a Soy in Vallonia, nel Lussemburgo belga.
Il nome e il simpatico fantasmino presente in etichetta deriva da una locale leggenda secondo la quale il fantasma di Berthe de La Roche, contessa di La Roche-en-Ardenne si aggiri di tanto in tanto fra le rovine della sua dimora terrena, il castello della cittadina vallone appunto.
giovedì 2 novembre 2017
Founders - Backwoods Bastard
Arriva sul blog una delle birre più ambite e ricercate del birrificio Founders: Backwoods Bastards, la meravigliosa scotch ale passata in botti ex bourbon.
Nell'anno di Founders, ottobre è il mese dedicato alla release annuale della Backwoods Bastard!Accanto alle produzioni abituali infatti, il birrificio del Michigan, scandisce il proprio anno di produzione con il rilascio, ogni bimestre circa, di birre provenienti dal progetto di barrel aging.
A gennaio 2017 vede la luce la Frontwood, sour ale alle ciliegie; ad aprile è la volta della famigerata imperial stout Kentucky Breakfast Stout, il mese successivo arriva la Doom (imperial IPA), a luglio invece è il turno della DKML imperial malt liquor. Come detto ottobre è dedicato alla Backwoods Bastards, mentre nell'ultimo mese dell'anno verrà rilasciata un'altra birra che per ora rimane anonima.
mercoledì 25 ottobre 2017
Ca' del Brado - Û Baccabianca
Torna sul blog la cantina brassicola bolognese Ca' del Brado e lo fa con una delle due IGA: Û Baccabianca in un audace abbinamento con la polenta!
La storia dei ragazzi di Ca' del Brado ve l'avevo raccontata quando mi trovai a stappare ben due delle loro abituali produzioni. Qui potete rileggere tutto l'articolo se vi fa piacere.
La loro avventura parte nel 2008 quando Luca Sartorelli viene travolto completamente dalla passione per la birra artigianale dopo un viaggio di lavoro negli States. Al suo ritorno fonda l'Associazione brewLab e coinvolge nel progetto due amici, Marco "Quark" Di Bacco ed Andrea Marzocchi. I tre ragazzi si danno da fare per diffondere la cultura della buona birra, e organizzano persino un festival a tema, Birrai Eretici che dal 2013 si è ritagliato uno spazio di pregio fra gli eventi nazionali più interessanti.
Nel progetto Ca' del Brado che parte ufficialmente lo scorso inverno entra a far parte anche Matteo D'Ulisse e l'idea è subito quella di differenziarsi dai birrifici artigianali più diffusi. Si autodefiniscono infatti Cantina Brassicola, ossia acquistano mosto presso altri birrifici (secondo le caratteristiche desiderate ovviamente) e ne seguono la fermentazione e l'invecchiamento.
Fra le birre stagionali proposte da Ca' del Brado vi sono due IGA, italian grape ale, fiero stile tutto italiano riconosciuto persino dal BJCP, che prevede l'aggiunta in fase di produzione del mosto di uva.
I ragazzi della cantina bolognese propongono due IGA dicevo; la Û Baccabianca e la Û Baccarossa, che come si evince dal nome prevedono nel primo caso aggiunta di uve a bacca bianca mentre nel secondo uve a bacca rossa.
lunedì 16 ottobre 2017
EurHop 2017. Come è andata. Capitolo Secondo: resto del mondo
Secondo appuntamento con il racconto di EurHop, l'annuale festival che si tiene a Roma e riunisce il meglio delle produzioni italiane ed estere. E del resto del mondo che parlerò in questo articolo.
Come vi avevo anticipato nel capitolo dedicato all'Italia, EurHop quest'anno ha rilasciato una istantanea della scena italiana decisamente positiva. Complice anche la sempre attenta selezione dei birrifici scelti come rappresentanti dell'Italia al festival, mai come quest'anno si è avuto l'impressione che non abbiamo nulla da invidiare a nazioni notoriamente più avanti nel mondo brassicolo.Nel racconto del resto del mondo voglio partire con le delusioni di questo EurHop, che seppur poche e in trend discendente rispetto agli scorsi anni, son comunque giunte ma stavolta tutte da birrifici stranieri.
Partiamo da Bierol, interessante realtà austriaca di cui avevo letto un gran bene ma ancora non ero riuscito ad incrociare. The Padawan è la loro birra più rappresentativa e a me non è piaciuta affatto. Un'american pale ale deludente a mio gusto, con poco ordine negli elementi in gioco che l'hanno resa corta e poco piacevole. Assaggiata in apertura il venerdì, magari son stato sfortunato in quanto altri amici i giorni successivi me ne hanno parlato bene. Gli austriaci però si sono rifatti e alla grandissima con la Bomboclat, imperial porter di quasi 9 gradi con un'eleganza tostata notevole e un bel finale amaro.
Altra nazione, altra delusione, ma stavolta cocente visto che mi è costata ben 3 gettoni. Al banco di Magic Rock ho provato la Bearded Lady Islay, imperial stout di quasi 11 gradi che viene fatta riposare in botti ex whisky. Il passaggio in botte si prende tutta la scena, la parte torbata copre tutto il resto degli elementi e anche il grado alcolico ne risente, facendosi sentire sin dalle prime battute.
Anche gli inglesi si sono rifatti con il mio palato con la Common Grounds in versione Kentucky, notevole variante della già ottima Common Grounds!
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martedì 10 ottobre 2017
Birre d'autunno. Una panoramica sugli stili più adatti alla stagione autunnale
Il 22 settembre è ufficialmente iniziato l'autunno. Con qualche giorno di ritardo ecco una bella panoramica sulle birre più adatte a questo periodo dell'anno!
Astronomicamente parlando, l'autunno ha fatto il suo ingresso il 22 settembre 2017 alle ore 22.02, nonostante le temperature (almeno qui al sud) non accennano ancora a livellarsi alle medie più consone a questa stagione.
Una seppur brevissima sferzata di aria fresca (che sia benedetta) ha definitivamente spazzato via un'estate a dir poco rovente, e mi ha convinto a scrivere il consueto articolo dedicato alle birre di stagione.
Ho scovato questa playlist di Spotify dedicata all'autunno; la condivido con voi...magari viene fuori qualche abbinamento musica/birra nelle serate autunnali in relax.
| Fonte |
Non sono un grande consumatore di frutta, non ne vado pazzo onestamente, ma se c'è una stagione che mi offre l'opportunità di invertire il trend, questa è certamente quella autunnale.
Non posso quindi non partire da uno dei primi stili italiani a tutti gli effetti: le birre alle castagne! Uno stile che una quindicina di anni fa era nella sua massima fase di espansione. La birra artigianale in Italia ancora non era stata sdoganata, i birrai italiani avevano l'idea di legare le proprie produzioni a qualche prodotto locale per avere riconoscimento in tutto il mondo. Nacquero così diverse interpretazioni di questo stile che oggi ormai non è battuto più così tanto. Il mercato in Italia è cambiato, il gusto si è evoluto e i birrai hanno ampliato le proprie vedute e non sono più così ancorati all'idea di legare per forza la birra al territorio. Uno stile che mi incuriosì molto i primi anni che ho iniziato a bere artigianale ma che onestamente non ha mai travolto completamente i miei gusti. Se ancora non avete provato una birra del genere è il momento di colmare la lacuna. Se volete qualche nome vi dico senza ombra di dubbio Birra Amiata, birrificio toscano che produce diverse tipologie di birra alle castagne utilizzando frutti del Monte Amiata.
lunedì 9 ottobre 2017
EurHop 2017. Come è andata. Capitolo Primo: Italia
Appena rientrato alla base dopo l'evento che tutti gli appassionati attendono di anno in anno: EurHop, il festival dedicato alle birre artigianali.
Ogni anno ottobre vuol dire EurHop, senza dubbio il festival più importante che abbiamo in Italia e uno dei maggiori in Europa. Non per nulla, ogni anno riunisce migliaia di appassionati provenienti da tutto il mondo e il livello dei birrifici si alza ogni anno di più.Come ampiamente pronosticato lo scorso anno la location, per quanto bellissima, inizia davvero ad essere stretta. Affluenza notevole anche nelle ore pomeridiane a differenza degli scorsi anni che risultava vivibile almeno fino alle 20 circa.
Fortunatamente il meteo è stato clemente quindi ci si poteva accomodare fuori, sia alle numerose panche sia sugli scalini del Salone delle Fontane.
Ma parliamo di birra ovviamente e in questo capitolo primo, voglio concentrarmi sulle produzioni nostrane. In un contesto come quello di EurHop, dove si fa a gara per assaggiare produzioni provenienti dall'altro capo del mondo facendosi trascinare da hype e curiosità.
Tutto giustissimo, sia chiaro, io per primo ho messo in lista diverse produzioni americane ad esempio, ma mai come quest'anno credo di aver bevuto tante birre italiane di grande livello.
Partiamo subito da quelle che sono conferme ogni volta che me le ritrovo nel bicchiere. Vento Forte e le sue creazioni luppolate hanno sempre una marcia in più. Pale Ale, Session #32 e la nuovissima cotta della New England IPA Sheepes sono grandi esempi di eleganza e bilanciamento.
Ho provato poi altre due creazione del birrificio di Bracciano, la Bobby Brown, brown ale molto centrata con note di nocciola e una suggestione di amaretto che la rendeva molto interessante; e la vera sorpresa..la Ninfa. farmhouse affinata in botti ex vino rosso con aggiunta di albicocche. Birra molto ben fatta, profumata, con un'acidità mitigata benissimo dalla dolcezza del frutto.
In tema di birre luppolate, non si può non citare Hammer. Son birre che bevo spesso, oserei dire quotidianamente e mi sono quindi concentrato su quella che ancora non avevo incrociato: la Workpiece American IPA, vero mostro di pulizia ed equilibrio racchiusi in 7 gradi che ne dimostrano poco più della metà.
lunedì 2 ottobre 2017
Il Birrificio Hibu viene acquistato da Dibevit (Gruppo Heineken)
Ennesima acquisizione nel mondo craft italiano. Negli ambienti circolava la voce da tempo, ora è ufficiale: Hibu ha venduto alla società Dibevit del Gruppo Heineken.
Di seguito le parole di Raimondo Cetani, birraio di Hibu e Davide Daturi, A.D. di Dibevit Import srl.
Il fondatore e mastro birraio di HIBU, Raimondo Cetani, ha così commentato: “Era giunto il momento di crescere. L’incontro con Dibevit, realtà specializzata nella distribuzione di birre di alta qualità, ci offre l’opportunità di non rinunciare a ciò che siamo stati fino ad oggi, ingranando però una marcia in più. Non cambierà niente: andremo avanti con la stessa identità e filosofia, puntando come sempre sulla passione che ci caratterizza, in libertà, mai rinunciando alla qualità e alla creatività, verso prodotti sempre migliori”.
“Dibevit con l’ingresso di HIBU inserisce un marchio di eccellenza Made in Italy al proprio grande portfolio di brand premium e speciali. La nostra esperienza nella selezione e nella distribuzione Ho.Re.Ca di birra in Italia consentirà ai prodotti HIBU di raggiungere capillarmente tutto il mercato italiano.” commenta Davide Daturi, Amministratore Delegato di Dibevit Import Srl.
Di seguito le parole di Raimondo Cetani, birraio di Hibu e Davide Daturi, A.D. di Dibevit Import srl.
Il fondatore e mastro birraio di HIBU, Raimondo Cetani, ha così commentato: “Era giunto il momento di crescere. L’incontro con Dibevit, realtà specializzata nella distribuzione di birre di alta qualità, ci offre l’opportunità di non rinunciare a ciò che siamo stati fino ad oggi, ingranando però una marcia in più. Non cambierà niente: andremo avanti con la stessa identità e filosofia, puntando come sempre sulla passione che ci caratterizza, in libertà, mai rinunciando alla qualità e alla creatività, verso prodotti sempre migliori”.
“Dibevit con l’ingresso di HIBU inserisce un marchio di eccellenza Made in Italy al proprio grande portfolio di brand premium e speciali. La nostra esperienza nella selezione e nella distribuzione Ho.Re.Ca di birra in Italia consentirà ai prodotti HIBU di raggiungere capillarmente tutto il mercato italiano.” commenta Davide Daturi, Amministratore Delegato di Dibevit Import Srl.
venerdì 22 settembre 2017
Le 6 frasi ad effetto per sembrare un esperto di birra artigianale
Vuoi atteggiarti ad esperto di birra senza averne la minima conoscenza? Ecco sei frasi da imparare e ripetere per stupire il tuo pubblico!
DISCLAIMER: Articolo carico di ironia.Scriviamolo chiaro e tondo: la birra artigianale è diventata una moda!
Tutti ne parlano, tutti vogliono conoscerla, tutti vogliono provarla, tutti vogliono produrla e tutti vogliono venderla.
Se i primi tre casi rappresentano una cosa positiva, gli ultimi due un pò meno, specialmente se non si ha la benché minima idea del prodotto ma si vuole solo star al passo coi tempi.
Ovviamente l'inesperienza e voglia di apprendere sono una cosa positiva sia dal punto di vista del consumatore sia da quello del publican/birraio.
"Non si nasce imparati!" diceva il grande Antonio De Curtis! Se si è mossi da passione, il voler intraprendere il viaggio nella conoscenza, seppur lungo e potenzialmente infinito, è una dote da ammirare.
Purtroppo però la via più facile spesso, almeno nelle lande in cui abitualmente gravito, è mascherarsi da esperto ed appassionato davanti al proprio pubblico!
Che siate appassionati o meno, eccovi quindi sei frasi ad effetto per svolgere al meglio il ruolo sociale che avete deliberatamente scelto impersonare e svolgere!
mercoledì 20 settembre 2017
Degustazioni random #6: De Struise-Tsjeeses Reserva Bourbon, BrewDog Mix Tape 8, Brasseria della Fonte-Old Farmhouse Ale
Breve ma intenso bottle sharing lo scorso sabato in quel di Amarillo34. Stappate tre bottiglie niente male. Possiamo dare inizio ad una nuova stagione di degustazioni e condivisioni!
Non è che ci sia stata chissà quale preparazione articolata dietro questo bottle sharing; un paio di messaggi: ci vediamo sabato con una bottiglia a testa dalle nostre cantine e vediamo che ne esce fuori. E sono uscite belle chicche, devo dire...Warm up obbligatorio con la Bundes di Hammer appena attaccata alle spine e davvero piacevolissima. Si decide di partire dalla Tsjeeses Reserva di Struise gentilmente portata dall'amico Giulio. Si tratta di una delle punte di diamante del birrificio belga Struise, birra come si evince chiaramente dall'etichetta, è prodotta per il periodo natalizio...del resto mancano meno di 100 giorni al Natale...occorre portarsi avanti con il lavoro.
lunedì 11 settembre 2017
Bevute da supermercato: Chimay Dorée
Eccomi a parlarvi di un'altra bevuta da supermercato. Stavolta dagli scaffali ho pescato la mitica Chimay Dorée.
Con mia somma sorpresa (e anche con un pizzico di gioia) il Conad del mio paese ha allargato notevolmente l'offerta delle birre, inserendo qualche nome craft.Hanno avviato questa campagna di novità con una notevole scontistica sia sull'acquisto della singola bottiglia, sia su eventuali six-pack.
Perdonerete il mio leggero entusiasmo, ma vivendo in una zona basata su pane&Peroni, trovare qualche bottiglia interessante fra gli scaffali è stata una bella sorpresa.
Dicevo della scontistica..molto allettante che spinge il consumatore a provare le nuove tipologie ma spinge anche me, che queste birre le ho bevute centinaia di volte, di riprovarle a distanza di anni.
Nella fattispecie ho trovato in offerta la All Day IPA di Founders (persino in six-pack) e tutta la gamma Chimay..compresa la Dorée.
Prezzo abbastanza invitante (1,30€ da 33cl) per una birra che fa il suo debutto nel grande pubblico solo nel 2013.
Ma la Dorée è stata da sempre la birra quotidiana per la comunità monastica che la produce, e disponibile soltanto in determinati periodi dell'anno anche al di fuori delle mure religiose, precisamente all' Auberge di Poteaupré, locale targato e gestito dai frati dove è possibile trovare tutte le specialità della comunità trappista di Scourmont.
giovedì 7 settembre 2017
A Tu per Tu con...Riccardo Di Profio di Rebel's
Riparte la stagione delle interviste..ritorno A Tu per Tu con..., e stavolta a chiacchierare con me c'è il birraio di una giovane ed interessante realtà nazionale: Riccardo Di Profio di Rebel's!
In via Ardeatina a Roma, nel marzo 2016 nasce il progetto Rebel's!Tutto però ha inizio nel 2011 quando quattro amici iniziano ad appassionarsi alla produzione casalinga di birra e decidono di sperimentare cotte su cotte, in maniera continua.
Frequentando l'ambiente artigianale romano, i ragazzi riescono a perfezionarsi sempre più fino a che non decidono che fare birra deve diventare il loro lavoro.
Nel 2016, come detto, nasce Rebel's ad opera di Riccardo Di Profio, Andrea Martorano, Raffaele Lucadamo ed Andrea Casini. In poco tempo salgono alla ribalta nella Capitale, riscontrando grande successo fra l'esigente pubblico romano.
Ad un anno e mezzo dalla partenza hanno tutte le carte in regola, a mio avviso, per confermarsi a livello nazionale.
Ho fatto due chiacchiere con Riccardo Di Profio, l'head brewer di questo progetto; ragazzo giovanissimo e con una passione contagiosa.
Ecco cosa mi ha raccontato!
Ciao Riccardo e benvenuto su Diario Birroso. Parlami un po' del vostro progetto; quando e come nasce.
Il progetto Rebel's nasce circa un anno e mezzo fa, il birrificio diviene attivo a marzo 2016 e le prime produzioni sono andate in vendite da maggio/inizi di giugno del 2016. Siamo quattro soci, siamo tutti e quattro under 28 che per sei anni si son divertiti e hanno sperimentato la loro passione nell'homebrewing, affiancando questa attività ai vari percorsi di studio universitari intrapresi.Così, sull'onda dell'esplosione della birra artigianale e producendo anche in homebrewing molta birra siamo riusciti a conoscere un sacco di locali - come sapete Roma è piena di locali dedicati dalla birra artigianale- ai quali abbiamo fatto assaggiare i nostri prodotti. Così, fra critiche costruttive e piccoli miglioramenti che abbiamo di volta in volta effettuato nel tempo, siamo riusciti ad approdare, come detto nel marzo 2016, nel progetto Rebel's. Come dicevo, siamo quattro soci, tutti con skills nella produzione della birra, però successivamente ognuno di noi è riuscito a ritagliarsi il proprio singolo settore di interesse; parte commerciale, parte organizzazione eventi, parte amministrativa e ovviamente parte produttiva.
sabato 2 settembre 2017
Birra artigianale in alta quota! Cosa ho bevuto durante le vacanze. Parte II
Seconda parte delle mie scorribande birrose in Trentino. In questo secondo episodio vi porto a Chiusa e a Bolzano. E se ne sono bevute delle belle...
Le prime bevute in Trentino non erano state epocali, come vi ho scritto nel precedente articolo, tuttavia mi sono rifatto alla grandissima. C'è da dire che, come ho già scritto la scorsa volta, già sapevo a cosa sarei andato in contro.Dalla nostra ubicazione, Chiusa, o come fieramente scrivono gli autoctoni Klausen, distava una mezz'oretta di auto.
Giungiamo il martedì pomeriggio in questo grazioso e minuscolo centro, con viottoli ed edifici tipici dei piccoli paesini del Trentino che durante le mie vacanza, ho imparato ad amare tanto da lasciarci il cuore.
Il centro vale una visita a prescindere dai richiami di malto e luppolo. E' presente infatti il Monastero di Sabbiona, bellissimo edificio medievale che sorge su una rupe sopra Chiusa. Il monastero rappresenta uno dei primi edifici cristiani di tutto il Trentino ed ha avuto una grande rilevanza per la difesa di questi territori. E' visitabile percorrendo una lunga (e in salita) strada che collega Chiusa appunto, e la rupe ove è situata la fortezza. Per mancanza di tempo e forza (venivamo da un percorso trekking abbastanza faticoso fatto al mattino) noi ci siamo fermati solo al Gassl Bräu.
Dopo la piccola piazza centrale basta proseguire verso sinistra ed arrivare a Via dei Conciatori, dove al numero civico 18 si trova Gassl Bräu, brewpub gestito da Norbert Andergassen che nei primi anni del nuovo millennio decide di aprire un locale in cui si potesse abbinare dell'ottima birra alle tipiche specialità culinarie altoatesine. Il birrificio sorge accanto ad una vecchia locanda storica ma ormai chiusa, la Galelle (chiamata così per via di un'aquila rossa stampata sull'insegna).
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