Diritto d'autore..questo sconosciuto
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lunedì 18 maggio 2015

Brouwerij Van Eecke - Poperings Hommel Bier (in collaborazione conStagioniAMO)

Prosegue il menu di StagioniAMO, la rubrica che ogni mese sceglie un ingrediente stagionale con il quale realizza varie ricette a tema. Ad ogni ricetta il mio compito è quello di abbinarci la birra.

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Arriviamo quindi al terzo piatto del menu, curato per l'occasione da Silvia del blog La Greg, vincitrice del contest sui secondi piatti indetto da StagioniAMO. In veste di special guest quindi oggi ci propone come secondo piatto dei gustosissimi ventagli di crepes alla rucola.
Non ci perdiamo in chiacchiere e passiamo alla scelta della birra.

domenica 17 maggio 2015

Una cascata di luppolo per l'ultima nata in casa Ebers

Torniamo a parlare del giovane birrificio foggiano Ebers che vi presentai in questa occasione. Nonostante abbia da poco compiuto il primo anno di etá, Ebers ha giá sfornato cinque creazioni brassicole, cimentandosi anche con i passaggi in botte, come nel caso della Nera di Troja. In questi giorni é stata presentata in giro per Puglia e Basilicata l'ultima nata, la Hopsfall.
Michele mi parlò di questa idea da diverso tempo con l'entusiasmo che lo contraddistingue e che inevitabilmente ti travolge quando interloquisci con lui sul mondo brassicolo.

giovedì 14 maggio 2015

Rochefort 6 (in collaborazione con StagioniAMO)

Come vi ho annunciato la scorsa settimana, a partire da maggio ho iniziato una collaborazione con il progetto StagioniAMO. Si tratta di un'idea di quattro foodblogger che proprio a maggio ha compiuto il primo anno di vita.
Ogni mese viene scelto un ingrediente stagionale con il quale si crea un vero e proprio menu. A me il compito di abbinarci una buona birra.
Ricordo che per il mese di maggio l'ingrediente scelto è la rucola!
Dopo l'antipasto. ora è la volta ovviamente del primo piatto curato da Marzia di Coffee&Mattarello. La sua gustosissima proposta è gnocchi di rucola con pomodorini caramellati e ricotta salata.

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L'acquolina in bocca è tanta e quindi procedo con la scelta della birra:

martedì 12 maggio 2015

Ora et labora

In questi giorni il termine trappista è certamente stato utilizzato in lungo e in largo. Persino La Repubblica ha dedicato un intero articolo a questi simpatici monaci e i loro prodotti. Il motivo di questo fervore mediatico è la notizia diffusasi ufficialmente (notizie che era nell'aria ormai da tempo) nel primo pomeriggio di domenica relativa al riconoscimento della prima birra trappista italiana. Fino a pochi anni fa, diciamo fino al 2010, i birrifici che potevano fregiarsi del simbolo trappista erano solo 7 localizzati esclusivamente tra Belgio e Olanda. Negli ultimi anni la famiglia si è allargata e oggi se ne contano ben 11 sparsi ormai in tutto il mondo. Spesso si fa confusione quando si parla di birre trappiste e birre d'abbazia. Provo a mettere un po' di chiarezza.
Il marchio Trappistenbier è una sorta di tutela legale ottenuta per la prima volta in Belgio nel 1962 a seguito di un'azione legale promossa da Chimay. I requisiti per ottenere questa famigerata denominazione sono tre e sono totalmente slegati dalla tipologia di birra prodotta. Per questo motivo è errato parlare di birra trappista identificandola come uno stile con delle precise caratteristiche organolettiche. Ecco le tre regole per fregiarsi del prestigioso marchio esagonale:
1. La produzione deve essere affidata ai monaci o sotto la loro supervisione;
2. La produzione deve avvenire in un'Abbazia appartenente all'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza (OCSO);
3. I profitti derivanti dalle vendite di questi prodotti devono esser devoluti per opere di carità o a fini sociali.

lunedì 4 maggio 2015

St. Bernardus - Extra 4 (in collaborazione con StagioniAMO)

Maggio mese di novità su questo Diario Birroso. Inizia oggi la mia collaborazione con StagioniAMO!
Cosa è questa rubrica? Semplicissimo! Esattamente un anno fa l'unione di quattro food blogger (Crumpets&Co., Coffee&Mattarello, Caffè Babilonia, Pizza, Fichi e Zichini) unite sotto un'unica grande passione per la cucina, ha dato vita a questa simpatica rubrica chiamata appunto StagioniAMO. Ogni mese viene scelto un ingrediente stagionale e viene realizzato un menu completo (antipasto, primo, secondo e dolce - se è possibile) ovviamente utilizzando prevalentemente l'ingrediente scelto. Il mio compito è quello di scegliere ed abbinare una birra!
L'ingrediente di questo mese è la rucola e la prima portata è l'antipasto.

Si parte ovviamente con l'antipasto che questo mese è costituito da tranci di frittata con rucola, bresaola e parmigiano ideato da Caffè Babilonia.

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Ed ecco la birra che ho scelto:

lunedì 19 gennaio 2015

Ebers

Il Papiro Ebers (ca. 1550 a.C.), dal nome del suo acquirente europeo, è un rotolo di papiro lungo 20 metri ed alto 20 centimetri, suddiviso da 108 pagine e databile alla XVIII dinastia egizia, più precisamente al regno di Amenhotep I, anche se il testo potrebbe essere notevolmente più antico. Il papiro venne acquistato nell'inverno 1873-1874 a Tebe da Georg Ebers. Attualmente è conservato presso la biblioteca dell'Università di Lipsia, in Germania.
(fonte: wikipedia)
Il papiro in questione pare contenesse rimedi medici e varie formule magiche, alcune delle quali con preciso riferimento alla birra...
E' da questo papiro che prende il nome il primo birrificio nato a Foggia la primavera dello scorso anno. Deus ex machina dell'interessantissimo progetto è Michele Solimando, passato da homebrewer e formazione tra CERB e Doemens Academy.

L'impatto delle sue birre sul panorama foggiano è stato forte sia a livello distributivo che a livello di apprezzamenti. Le sue birre sono facili da incrociare anche nei paesi della provincia foggiana; ed è un merito mica da poco! In primis perchè il bevitore foggiano non è ancora evoluto ed orientato al consumo della buona birra. E in seconda battura perchè sono gli stessi publican che non hanno le giuste competenze per proporre un prodotto nuovo e ben fatto, rifugiandosi nella cara buon vecchia birra industriale.



La sua linea base è composta da tre birre che riprendono tre stili differenti: una Belgian Blond Ale, una Blanche e una American Pale Ale.
In questo articolo vi parlerò della sua ultima creatura, la Winters. Birra prodotta in agosto e lanciata a ridosso delle feste natalizie.
Lo stile dichiarato in etichetta la fa annoverare nelle Old Ale inglesi. In un'elegante bottiglia da 75 cl, una volta stappata forma un bel cappello di schiuma color cappuccino di media persistenza. Il colore è ebano molto scuro. Al naso emergono subito delle note tostate, di liquirizia e di caffè. In bocca è morbida. Gli 8 gradi sono sostenuti da un buon corpo e una delicata carbonazione. Lo scenario avvertito olfattivamente si ripropone in bocca con orzo tostato e liquirizia in evidenza, ma anche note dolci che bilanciano in maniera ottimale il tutto. La bevuta risulta molto piacevole e la gradazione alta viene nascosta in maniera eccellente salvo fare capolino a fine corsa, quando lascia spazio ad un leggero calore etilico perfetto se sposato con della pasticceria secca o dei cioccolatini fondenti.
Birra elegante e complessa ma facile da apprezzare, strizza l'occhio alle Russian Imperial Stout pur non spingendosi sugli estremismi di amaro tostato a cui ci hanno abituato le odierne interpretazioni.
La scena foggiana può quindi gioire e rallegrarsi! Il papiro egizio ha regalato rimedi magici contro i malanni dell'epoca, noi ci accontentiamo di farci "curare" dalle birre che portano il suo nome.

Cheers!

domenica 9 novembre 2014

mercoledì 29 ottobre 2014

British is better

Nell'ultimo articolo ho presentato un birrificio che sta scrivendo una pagina importante della new wave brassicola inglese che sta sfornando tanti birrifici interessanti.
Tuttavia non si può affrontare il futuro se non si conosce il passato. In un contesto fervente come quello della birra artigianale è utile ogni tanto fermarsi e concedersi una pausa ristoratrice e rilassante.

 

venerdì 24 ottobre 2014

Nelle terre di Odino

Forse non tutti sanno che in Norvegia esiste una antichissima tradizione brassicola che nel corso degli anni anni é andata via via perdendosi a causa dell'egemonia delle lager industriali.
Basta sfogliare libri sulla storia norvegese per accorgersi che c'é un mondo affascinante tutto da scoprire. Non so se vi é capitato di vedere la serie TV Vikings. É ambientata nelle terre del nord, e racconta la storia di un vichingo, esistito davvero, di nome Ragnarr Loðbrók. Era considerato una sorta di semidio e la serie tv narra le sue gesta in quanto fu il primo vichingo a spingersi verso le coste della Gran Bretagna. Giá in questa serie la birra appare in ogni puntata, considerata come aggregante sociale nonché come moneta di baratto. Ogni razzia veniva festeggiata con fiumi di birra, e ne esistevano di diverse tipologie.