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giovedì 25 giugno 2015

Storie birrose: la Bianca del Gargano.

"Ogni birra ha una storia, ogni storia ha una birra".
E mai affermazione fu più azzeccata.
Oggi voglio presentarvi un progetto molto interessante che ha unito un giovane birrificio pugliese e un ristorante molto amato del Gargano. Sto parlando del birrificio foggiano Ebers e del Ristorante al Trabucco da Mimì.

domenica 17 maggio 2015

Una cascata di luppolo per l'ultima nata in casa Ebers

Torniamo a parlare del giovane birrificio foggiano Ebers che vi presentai in questa occasione. Nonostante abbia da poco compiuto il primo anno di etá, Ebers ha giá sfornato cinque creazioni brassicole, cimentandosi anche con i passaggi in botte, come nel caso della Nera di Troja. In questi giorni é stata presentata in giro per Puglia e Basilicata l'ultima nata, la Hopsfall.
Michele mi parlò di questa idea da diverso tempo con l'entusiasmo che lo contraddistingue e che inevitabilmente ti travolge quando interloquisci con lui sul mondo brassicolo.

giovedì 19 marzo 2015

Nera di Troja

Oggi ritorno a parlare del birrificio Ebers, sito a Foggia. Birrificio che nel giro di circa un anno ha sfornato non solo ottime birre base (una blanche, un'american pale ale e una belgian blond ale), ma ha avuto il coraggio di proporre birre più ricercate e complesse. Coraggio ma anche consapevolezza dei propri mezzi sono stati gli ingredienti che hanno spinto il mastro birraio Michele Solimando a sperimentare l'affinamento in botti. Il passaggio in botti esauste infatti dona un nuovo vigore e carattere alle birre. Il legno contiene sostanze chimiche che durante la maturazione e il contatto con la birra ne determinano delle note legnose e altre sfumature. La lignina ad esempio a lungo andare dona piacevoli note di vaniglia. La porosità delle botti poi, fà si che la birra stia a contatto con l'aria attivando il processo di ossidazione che ovviamente deve essere tenuto ben a bada per evitare spiacevoli sorprese. Ancora, nelle botti vi è una presenza sterminata di microrganismi (lieviti selvaggi in primis) che regalano un ampio spettro olfattivo e gustativo che può risultare gradevole o meno.
A conferma del forte legame territoriale che Michele vuole imprimere in maniera netta alle sue creazioni, è stata scelta una botte che ha contenuto in precedenza un'eccellenza pugliese, il Nero di Troia. La barrique in questione proviene dalle cantine "Le Terre del Catapano" di Troia (Fg) di Mario Ciarmoli. La base prescelta per l'affinamento durato tre lunghi mesi è stata quella della Winters, old ale di cui vi parlai in questo articolo.
 Nome che non lascia spazio ad interpretazioni: Nera di Troja. Elegante etichetta in sughero e solita grafica pulita e diretta, come consuetudine del birrificio. Lievemente più alcolica (8,5°) della Winters si presenta con un colore bruno scuro con riflessi rubino. La componente vinosa già si avverte al naso, con un fruttato elegante, amarena su tutto ma anche altri frutti a bacche rosse.
In bocca ha un corpo medio, una carbonatazione lieve che tiene benissimo a bada i caratteri acidi più marcati. Ancora amarena e nette note vinose, con l'asprezza tipica del Nero di Troia. L'elevata tannicità del vino è magnificamente tenuta imbrigliata e i lievi sentori legnosi la fanno sconfinare nei territori dei vini sherry.
Si congeda con una lieve nota di mandorla amara, reminescenza della birra di partenza.
Creazione molto complessa e riuscita benissimo, a mio modo di vedere, che vuol essere l'anello di congiunzione fra il mondo della birra pugliese con quello del vino pugliese.
Da bere rigorosamente a temperatura di cantina, dopo cena accompagnata da una tavoletta cioccolato fondente.
Perfetta da sola o in compagnia di un sigaro....
Cheers!

lunedì 19 gennaio 2015

Ebers

Il Papiro Ebers (ca. 1550 a.C.), dal nome del suo acquirente europeo, è un rotolo di papiro lungo 20 metri ed alto 20 centimetri, suddiviso da 108 pagine e databile alla XVIII dinastia egizia, più precisamente al regno di Amenhotep I, anche se il testo potrebbe essere notevolmente più antico. Il papiro venne acquistato nell'inverno 1873-1874 a Tebe da Georg Ebers. Attualmente è conservato presso la biblioteca dell'Università di Lipsia, in Germania.
(fonte: wikipedia)
Il papiro in questione pare contenesse rimedi medici e varie formule magiche, alcune delle quali con preciso riferimento alla birra...
E' da questo papiro che prende il nome il primo birrificio nato a Foggia la primavera dello scorso anno. Deus ex machina dell'interessantissimo progetto è Michele Solimando, passato da homebrewer e formazione tra CERB e Doemens Academy.

L'impatto delle sue birre sul panorama foggiano è stato forte sia a livello distributivo che a livello di apprezzamenti. Le sue birre sono facili da incrociare anche nei paesi della provincia foggiana; ed è un merito mica da poco! In primis perchè il bevitore foggiano non è ancora evoluto ed orientato al consumo della buona birra. E in seconda battura perchè sono gli stessi publican che non hanno le giuste competenze per proporre un prodotto nuovo e ben fatto, rifugiandosi nella cara buon vecchia birra industriale.



La sua linea base è composta da tre birre che riprendono tre stili differenti: una Belgian Blond Ale, una Blanche e una American Pale Ale.
In questo articolo vi parlerò della sua ultima creatura, la Winters. Birra prodotta in agosto e lanciata a ridosso delle feste natalizie.
Lo stile dichiarato in etichetta la fa annoverare nelle Old Ale inglesi. In un'elegante bottiglia da 75 cl, una volta stappata forma un bel cappello di schiuma color cappuccino di media persistenza. Il colore è ebano molto scuro. Al naso emergono subito delle note tostate, di liquirizia e di caffè. In bocca è morbida. Gli 8 gradi sono sostenuti da un buon corpo e una delicata carbonazione. Lo scenario avvertito olfattivamente si ripropone in bocca con orzo tostato e liquirizia in evidenza, ma anche note dolci che bilanciano in maniera ottimale il tutto. La bevuta risulta molto piacevole e la gradazione alta viene nascosta in maniera eccellente salvo fare capolino a fine corsa, quando lascia spazio ad un leggero calore etilico perfetto se sposato con della pasticceria secca o dei cioccolatini fondenti.
Birra elegante e complessa ma facile da apprezzare, strizza l'occhio alle Russian Imperial Stout pur non spingendosi sugli estremismi di amaro tostato a cui ci hanno abituato le odierne interpretazioni.
La scena foggiana può quindi gioire e rallegrarsi! Il papiro egizio ha regalato rimedi magici contro i malanni dell'epoca, noi ci accontentiamo di farci "curare" dalle birre che portano il suo nome.

Cheers!