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lunedì 16 ottobre 2017

EurHop 2017. Come è andata. Capitolo Secondo: resto del mondo

Secondo appuntamento con il racconto di EurHop, l'annuale festival che si tiene a Roma e riunisce il meglio delle produzioni italiane ed estere. E del resto del mondo che parlerò in questo articolo.

Come vi avevo anticipato nel capitolo dedicato all'Italia, EurHop quest'anno ha rilasciato una istantanea della scena italiana decisamente positiva. Complice anche la sempre attenta selezione dei birrifici scelti come rappresentanti dell'Italia al festival, mai come quest'anno si è avuto l'impressione che non abbiamo nulla da invidiare a nazioni notoriamente più avanti nel mondo brassicolo.
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Nel racconto del resto del mondo voglio partire con le delusioni di questo EurHop, che seppur poche e in trend discendente rispetto agli scorsi anni, son comunque giunte ma stavolta tutte da birrifici stranieri.
Partiamo da Bierol, interessante realtà austriaca di cui avevo letto un gran bene ma ancora non ero riuscito ad incrociare. The Padawan è la loro birra più rappresentativa e a me non è piaciuta affatto. Un'american pale ale deludente a mio gusto, con poco ordine negli elementi in gioco che l'hanno resa corta e poco piacevole. Assaggiata in apertura il venerdì, magari son stato sfortunato in quanto altri amici i giorni successivi me ne hanno parlato bene. Gli austriaci però si sono rifatti e alla grandissima con la Bomboclat, imperial porter di quasi 9 gradi con un'eleganza tostata notevole e un bel finale amaro.
Altra nazione, altra delusione, ma stavolta cocente visto che mi è costata ben 3 gettoni. Al banco di Magic Rock ho provato la Bearded Lady Islay, imperial stout di quasi 11 gradi che viene fatta riposare in botti ex whisky. Il passaggio in botte si prende tutta la scena, la parte torbata copre tutto il resto degli elementi e anche il grado alcolico ne risente, facendosi sentire sin dalle prime battute.
Anche gli inglesi si sono rifatti con il mio palato con la Common Grounds in versione Kentucky, notevole variante della già ottima Common Grounds!

lunedì 9 ottobre 2017

EurHop 2017. Come è andata. Capitolo Primo: Italia

Appena rientrato alla base dopo l'evento che tutti gli appassionati attendono di anno in anno: EurHop, il festival dedicato alle birre artigianali.

Ogni anno ottobre vuol dire EurHop, senza dubbio il festival più importante che abbiamo in Italia e uno dei maggiori in Europa. Non per nulla, ogni anno riunisce migliaia di appassionati provenienti da tutto il mondo e il livello dei birrifici si alza ogni anno di più.
Come ampiamente pronosticato lo scorso anno la location, per quanto bellissima, inizia davvero ad essere stretta. Affluenza notevole anche nelle ore pomeridiane a differenza degli scorsi anni che risultava vivibile almeno fino alle 20 circa.
Fortunatamente il meteo è stato clemente quindi ci si poteva accomodare fuori, sia alle numerose panche sia sugli scalini del Salone delle Fontane.

Ma parliamo di birra ovviamente e in questo capitolo primo, voglio concentrarmi sulle produzioni nostrane. In un contesto come quello di EurHop, dove si fa a gara per assaggiare produzioni provenienti dall'altro capo del mondo facendosi trascinare da hype e curiosità.
Tutto giustissimo, sia chiaro, io per primo ho messo in lista diverse produzioni americane ad esempio, ma mai come quest'anno credo di aver bevuto tante birre italiane di grande livello.
Partiamo subito da quelle che sono conferme ogni volta che me le ritrovo nel bicchiere. Vento Forte e le sue creazioni luppolate hanno sempre una marcia in più. Pale Ale, Session #32 e la nuovissima cotta della New England IPA Sheepes sono grandi esempi di eleganza e bilanciamento.
Ho provato poi altre due creazione del birrificio di Bracciano, la Bobby Brown, brown ale molto centrata con note di nocciola e una suggestione di amaretto che la rendeva molto interessante; e la vera sorpresa..la Ninfa. farmhouse affinata in botti ex vino rosso con aggiunta di albicocche. Birra molto ben fatta, profumata, con un'acidità mitigata benissimo dalla dolcezza del frutto.
In tema di birre luppolate, non si può non citare Hammer. Son birre che bevo spesso, oserei dire quotidianamente e mi sono quindi concentrato su quella che ancora non avevo incrociato: la Workpiece American IPA, vero mostro di pulizia ed equilibrio racchiusi in 7 gradi che ne dimostrano poco più della metà.

sabato 2 settembre 2017

Birra artigianale in alta quota! Cosa ho bevuto durante le vacanze. Parte II

Seconda parte delle mie scorribande birrose in Trentino. In questo secondo episodio vi porto a Chiusa e a Bolzano. E se ne sono bevute delle belle...

Le prime bevute in Trentino non erano state epocali, come vi ho scritto nel precedente articolo, tuttavia mi sono rifatto alla grandissima. C'è da dire che, come ho già scritto la scorsa volta, già sapevo a cosa sarei andato in contro.

Nei giorni successivi quindi ho messo nel mirino due birrifici di cui avevo letto molto e bene.
Dalla nostra ubicazione, Chiusa, o come fieramente scrivono gli autoctoni Klausen, distava una mezz'oretta di auto.
Giungiamo il martedì pomeriggio in questo grazioso e minuscolo centro, con viottoli ed edifici tipici dei piccoli paesini del Trentino che durante le mie vacanza, ho imparato ad amare tanto da lasciarci il cuore.

Il centro vale una visita a prescindere dai richiami di malto e luppolo. E' presente infatti il Monastero di Sabbiona, bellissimo edificio medievale che sorge su una rupe sopra Chiusa. Il monastero rappresenta uno dei primi edifici cristiani di tutto il Trentino ed ha avuto una grande rilevanza per la difesa di questi territori. E' visitabile percorrendo una lunga (e in salita) strada che collega Chiusa appunto, e la rupe ove è situata la fortezza. Per mancanza di tempo e forza (venivamo da un percorso trekking abbastanza faticoso fatto al mattino) noi ci siamo fermati solo al Gassl Bräu.

Dopo la piccola piazza centrale basta proseguire verso sinistra ed arrivare a Via dei Conciatori, dove al numero civico 18 si trova Gassl Bräu, brewpub gestito da Norbert Andergassen che nei primi anni del nuovo millennio decide di aprire un locale in cui si potesse abbinare dell'ottima birra alle tipiche specialità culinarie altoatesine. Il birrificio sorge accanto ad una vecchia locanda storica ma ormai chiusa, la Galelle (chiamata così per via di un'aquila rossa stampata sull'insegna).

martedì 29 agosto 2017

Birrae 2017. Resoconto dall'annuale festival in Molise.

Lo scorso weekend si è tenuta a Campobasso la terza edizione di Birrae. Otto i birrifici presenti, street food, musica e tanto altro. Ho fatto un salto e sono qui a raccontarvi come è andata.

Giunto al terzo anno ormai, Birrae è l'evento organizzato dal lavoro sinergico di Hops Up e Zeppelin Pub di Campobasso. L'intento del festival è quello di riunire diversi produttori artigianali, per lo più molisani, con qualche ospite fuori regione; il tutto condito da cibo, artigianato e musica dal vivo nella suggestiva Piazzetta Palombo del capoluogo molisano.
Birrae 2017. Resoconto dall'annuale festival in Molise. diario birroso blog birra artigianale

In rappresentanza del Molise artigianale c'erano Hops Up (beershop e beerfirm), La Fucina, Cantaloop, Birra Fardone (beerfirm), Le Birre del Mistero (beerfirm); mentre come ospiti fuori regione c'erano Eastside (Latina), Rebel's (Roma) e StiMalti (Carinola).
In tutto questo contesto si è svolta anche una cotta pubblica, per la quale è stato utilizzato luppolo molisano appena raccolto. Insomma c'erano tutti gli elementi per un evento ricco ed interessante.
Potevo perdermelo? No, di certo! Ho sempre molto piacere a tornare in Molise e ho sempre piacere a parlare di una scena artigianale fervente e molto unita!
Ma bando alla chiacchiere..cosa ho bevuto?

lunedì 28 agosto 2017

Birra artigianale in alta quota. Cosa ho bevuto durante le vacanze! Parte I.

Ferie terminate e tante cose da raccontare. Ecco con un intero articolo dedicato alle mie bevute estive..direttamente dal Trentino Alto Adige!

Mentre nella mia Puglia (ma in gran parte dell'Italia) si sono susseguiti mostri climatici dagli improbabili nomi, io mi sono fiondato in Trentino Alto Adige per una vacanza all'insegna del relax, della natura e sopratutto del refrigerio. Dalla bruciata e brulla Capitanata alla verdeggiante Val Pusteria. Viaggio abbastanza impegnativo ma ne è valsa decisamente la pena!
Ovviamente in tutto questo contesto non è affatto mancata la birra a bagnare paesaggi fiabeschi e viste mozzafiato!
Birra artigianale in alta quota. Cosa ho bevuto durante le vacanze! Forst Antonius
Dici Trentino e pensi quasi immediatamente ad una terra dai grandi vitigni; Schiava. Legrein Gewürztraminer, che personalmente adoro. Ma non è solo il vino a far parte del tessuto storico e sociale di questa splendida regione italiana. La birra e la relativa tradizione produttiva caratterizza moltissimo luoghi, costumi e consumi.

La produzione di birra in Val Pusteria ha radici storiche, che attingono senza dubbio dalla vicina area mitteleuropea dove la birra è parte integrante della vita e del tessuto sociale.
Impossibile parlare di questa terra senza citare la Forst, fondata nel 1857 da Johann Wallnöfer e Franz Tappeiner a Lagundo, piccolo paese in provincia di Bolzano confinante con Merano, uno dei centri più popolosi ed importanti della zona. L'Alto Adige si lega, dicevo, indissolubilmente a questa realtà produttiva che nel corso del tempo ha mantenuto la propria indipendenza dalla grosse multinazionali, pur restando, è bene precisare, una produzione industriale a tutti gli effetti.

lunedì 8 maggio 2017

Milano artigianale. Parte III: The Brew e Bere Buona Birra

Terza ed ultima parte del racconto milanese. Stavolta vi racconto la mia visita a due beershop: The Brew e Bere Buona Birra.

Dopo aver fatto il pieno del birrificio svedese Poppels in quel dello Scott Duff Pub nella seconda parte, è arrivato il momento di parlarvi di due beershop della città meneghina.

Partiamo con The Brew Milano Beershop, aperto nel 2015 e sito in Via Pacini 39, a due passi dalla fermata Lambrate della metro.
Le Petite Princesse - Thiriez/Jester King
Locale piccolino ma accogliente e soprattutto fornitissimo. Selezione curata ed ampia, che comprende anche diverse chicche non semplici da trovare (tipo diverse referenze di Cantillon). Periodicamente, inoltre, vengono organizzate serate dedicate ai singoli birrifici con la contestuale presenza del birraio!
Conosco i gentilissimi proprietari, nei quali ritrovo quella competenza e la passione che cerco sempre quando entro in un locale che vende birra; merce rara di questi tempi e sopratutto dalle mie parti...

Chiacchierando piacevolmente, passo una buona mezz'ora in loro compagnia, gustando fra l'altro La Petite Princesse, table beer prodotta dai francesi della Brasserie Thiriez in collaborazione con i texani di Jester King. Il giovedì antecedente alla mia visita infatti, The Brew aveva ospitato il birrificio francese e quindi per me è stata un'occasione unica per assaggiare qualche produzione fresca di questa interessante realtà di Esquelbecq, specializzata fra l'altro in bière de garde, lo storico stile francese tipico della regione in cui ha sede il birrificio.

lunedì 24 aprile 2017

Libando birroso 2017: streetfood e birra artigianale a Foggia

Ieri si è conclusa la quarta edizione di Libando, l'annuale evento che travolge il centro storico di Foggia in un vortice di sapori, profumi e colori!

Per il secondo anno consecutivo ho avuto il piacere e l'onore di supportare Libando come media partner e mai come quest'anno ho notato una grande partecipazione dal punto di vista della birra artigianale!
Libando birroso 2017: streetfood e birra artigianale a Foggia
Grani di Puglia! Questo è stato il file rouge dell'edizione appena conclusa, con master class incentrate su questo fondamentale ingrediente che hanno coinvolto personaggi del mondo gastronomico di altissimo livello, da Cristina Bowerman al "nostro" Peppe Zullo, tanto per citarne due.

martedì 18 aprile 2017

Milano artigianale. Parte II: Vetra e Scott Duff Pub

Secondo episodio del mio breve tour nella città meneghina. E' la volta del Fuorisalone con Vetra e dello Scott Duff!

La prima parte del resoconto sul mio recente weekend a Milano, si era conclusa con la serata al Birrificio Lambrate.
Dopo i bagordi del primo giorno, abbiamo iniziato la seconda giornata in maniera molto slow. Dopo aver gustato la famigerata e deliziosa pizza di Sorbillo, ci siamo recati in zona Porta Genova nel primo pomeriggio, dove, complice anche il Fuorisalone, c'erano una serie di eventi e stand interessanti.
Prima di fiondarmi nel pieno della manifestazione, ho fatto una fugace tappa al Beer Box Milano sito in via Savona, che per l'occasione era diventata una temporary tap room del Birrificio Rurale. Ho potuto così rifocillarmi con una deliziosa Seta Special, blanche al bergamotto davvero fresca e profumata, ideale viste le temperature che iniziavano a salire.
Milano artigianale. Parte II: Vetra e Scott Duff Pub birra vetra birrificio poppels blog birra artigianale
Nuova Darsena

A metà pomeriggio decidiamo di avviarci verso la Nuova Darsena, e in via Alessandria 3, presso Acqua su Marte era ospite Vetra!
L'evento ospitato in questo spazio era davvero molto interessante. In pratica all'ingresso ti veniva fornita un'etichetta vuota sulla quale dovevi ricreare o ideare da zero, il logo del birrificio Vetra. Ovviamente bisognava dare libero sfogo alla fantasia ma sopratutto al proprio estro artistico. Le mie abilità di disegno sono da sempre, prossime allo zero, pertanto mi sono limitato a ridisegnare il logo con colori diversi. Una volta terminata la creazione, avevi diritto ad una consumazione targata Vetra.
Qui c'è un bel report fotografico delle 319 etichette create nel weekend del Fuorisalone!

mercoledì 12 aprile 2017

Milano artigianale. Parte I: Sloan Square e Birrificio Lambrate

Appena tornato dal mio breve ma intenso beertour a Milano, con tanti posti visitati e buone birre bevute; ecco il mio resoconto!

Se seguite la pagina Facebook del blog, vi sarete sicuramente accorti che ho trascorso il weekend passato in giro a Milano...naturalmente a visitare locali e bere buona birra artigianale.
Per non appesantire troppo il racconto ho deciso di dividerlo in diversi episodi, che idealmente corrispondono all'ordine cronologico delle visite e delle bevute.

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Sono arrivato a Milano giovedì pomeriggio e ancora carico di bagagli mi sono fiondato in metro e ho raggiunto la fermata Cadorna; mi sono così fiondato allo Sloan Square. Io e il mio amico avevamo calcolato perfettamente i tempi e siamo giunti al locale in orario di apertura per occupare una seduta comoda, e goderci al meglio le birre presenti.
Il locale è strutturato su due piani, con 24 vie al piano superiore (di cui 12 hand pump) e altre 12 vie al piano sottostante dove si svolgono periodicamente concerti ed eventi musicali. Nel naso non vi bastassero le birre spillate, dietro al bancone del piano principale vi è un enorme muro pieno di frigoriferi con oltre 400 referenze, dalle più diffuse (molte BrewDog ad esempio) a quelle più rare (The Lost Abbey, Alaskan e via discorrendo).

lunedì 5 dicembre 2016

Un weekend romano: 15° anniversario Ma Che Siete Venuti a Fà e inaugurazione di Be.Re.

Tornato poche ore fa nella mia Puglia con tanti km macinati e tanti litri sul gruppone. Ecco un breve report dell'ultimo weekend passato a Roma.

Il primo weekend di questo dicembre offriva un doppio appuntamento in tema di birra artigianale. Avevo infatti, segnato in rosso sul mio calendario, le date corrispondenti alla festa finale del 15° anno di vita del locale trasteverino Ma Che Siete Venuti e Fà e sopratutto l'inaugurazione di Be.Re., il nuovissimo locale di Manuele Colonna (qui trovate la sua intervista)

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Black Queen - Hammer presso Be.Re.
E partiamo subito dal nuovissimo locale sito in Piazza Risorgimento, angolo via Vespasiano, a due passi da Piazza San Pietro quindi. Esternamente occupa ben quattro vetrate di cui due che mostrano l'enorme bancone che ospita gli impianti di spillatura (18 spine e 6 handpump) e altre due mostrano il banco della parte food, curata da Stefano Callegari e dal suo trapizzino.

venerdì 14 ottobre 2016

EurHop 2016. Come è andata. Capitolo Secondo: Resto del mondo.

Secondo appuntamento con il mio report dall'ultima edizione di EurHop 2016! Grandi abbuffate anche dalle terre straniere!

Vi ho parlato del gran bel bere dell'Italia brassicola all'ultimo EurHop, stavolta voglio concentrarmi, come lo scorso anno, sugli ospiti stranieri!
Quest'anno l'ampia selezione curata dallo staff del Ma Che Siete Venuti a Fà ha ampliato ancor di più il raggio d'azione andando a pescare birrifici davvero da ogni parte del globo.

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EurHop 2016
Del Nuovo Continente si sono spinti fino alle Hawaii con le produzioni di Maui Brewing. Mentre per ciò che riguarda l'Europa le novità sono state rappresentate dalla Spagna con Edge Brewing, dalla Serbia con Crow Brewery e anche la new wave della Repubblica Ceca con il birrificio Raven!
Solite grandi conferme per la Polonia e per la folta scena brassicola scandinava!
Ultima, ma non meno importante, la selezione portoghese curata dall'Artbeerfest di Caminha!

martedì 11 ottobre 2016

EurHop 2016. Come è andata. Capitolo Primo: Italia.

Ed eccoci giunti anche quest'anno al resoconto di EurHop, il consueto appuntamento di Roma con il meglio della produzione brassicola italiana ed estera.

Ogni anno è l'evento per me irrinunciabile.
EurHop è davvero il festival di respiro internazionale più importante che abbiamo in Italia.
Anche quest'anno la selezione dei birrifici è stata affidata a Manuele Colonna e il suo staff del Ma Che Siete Venuti a Fà, il locale trasteverino nell'olimpo dei posti dove bere meglio nel mondo.
Come ogni anno ho dedicato due giorni ad EurHop ma a dispetto delle scorse edizione mi sono volutamente concentrato maggiormente sui birrifici italiani.
Mi piace cambiare obiettivi ogni volta che vado in modo tale da farmi un'idea dell'evoluzione del nostro movimento. Considerando che il 95% delle produzioni italiane presenti ad EurHop non si trova nei locale della mia zona, capite bene che l'occasione era irripetibile.
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EurHop 2016

Location ormai consolidata quella del Salone delle Fontane in zona EUR, che tuttavia, a mio avviso inizia a risultare un pò limitante. Mi spiego. Sono solito frequentare il festival in orari di apertura, ma quest'anno ho notato un netto aumento di persone anche in orari che negli anni passati erano più tranquilli. Il sabato ci si è messa anche la pioggia nel pomeriggio che ha fatto sì che le panche all'aperto divenissero praticamente inutilizzabili. Affluenza notevole rispetto agli anni passati con tanto di presenza di cani di grossa taglia (rigorosamente al guinzaglio devo dire però)...qualcuno poi mi spiegherà il senso di portare un povero animale in un contesto del genere. Per il resto solita formula e organizzazione impeccabile.

lunedì 20 giugno 2016

Molise Frankenbier Fest. Cosa ho bevuto.

Un angolo di Franconia per tre giorni si è trasferito in Molise, alla faccia di chi dice che questa regione non esiste!! Il Molise Frankenbier Fest è stato un evento di grande spessore. Ecco cosa ho bevuto!

Il richiamo delle birre tipiche della Franconia è stato fortissimo per me, che in questo ultimo anno mi ero ripromesso di avvicinarmi a stili di birra tradizionali e storici, per riscoprire il piacere delle semplici cose, che alla fine restano sempre le più buone.
Il lavoro che in questi anni ha svolto Manuele Colonna del Ma Che Siete Venuti a Fà di Roma, è stato davvero enorme. Il suo amore per la Franconia, la sua devozione per le birre prodotte in quei villaggi hanno fatto nascere eventi del calibro del Frankenbier Fest, che si tiene da diversi anni a Roma a Villa Torlonia e porta nella capitale un piccolo scrigno di quei villaggi, di quelle birre. Una cosa unica e rara che solo una personalità come quella di Colonna poteva rendere possibile.
E l'atmosfera di quei villaggi e di quelle birre è stata ricreata per 3 giorni a Campobasso, presso il beershop Hops Up.
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Molise Frankenbier Fest

lunedì 9 maggio 2016

Praga - Parte III: le tre rose e un salto nella storia da U Fleku.

Terzo capitolo della saga praghese. Oggi è volta di due posti che inevitabilmente mi sono rimasti nel cuore. Un palazzo di due piani sul quale campeggiano tre rose e il classico ed immancabile U Fleků.

Dopo avervi portato a spasso in una zona poco centrale nel primo capitolo, ho iniziato ad addentrarmi nel centro storico nella seconda puntata; parlandovi di U Zlatého Tygra.
Ed è proprio uscendo dalla cantina con la tigre dorata che troneggia sul portone, che incrocio un bel palazzo dove ha sede il birrificio con annesso ristorante U Tří růží. Come facilmente intuibile sono tre rose il simbolo del birrificio e lo si evince da subito volgendo lo sguardo all'insegna sopra la porta di ingresso. Qui trovate un breve reportage fotografico.

venerdì 6 maggio 2016

Praga - Parte II: la Tigre Dorata e lo shopping da Beergeek

Seconda parte del mio racconto del mio viaggio a Praga! In questo articolo convivono due anime antitetiche: la tradizione della Casa della Tigre Dorata e l'innovazione del Beergeek.

Dopo la prima mezza giornata nella capitale ceca (trovate qui il resoconto) e il meritato riposo in albergo al riparo da freddo e stanchezza, ho segnato sulla mia tabella di marcia due posti molto diversi fra loro.
Partiamo con Dům U Zlatého Tygra, letteralmente La Casa della Tigre Dorata! Si tratta di un posto tradizionale che conserva ancora caratteri autentici molto lontani dalle mode turistiche che si sono impossessate di altri locali storici di Praga.
Si trova in una via della centralissima Piazza della Città Vecchia, ed è un posto frequentato prevalentemente da praghesi. Apre il suo portonaccio, sul quale campeggia in alto una mastodontica tigre dorata, alle ore 15 e il mio consiglio è di andarci in apertura perché si affolla sin da subito.
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Facciata U Zlatého Tygra
Questo edificio di due piani risale all'incirca al 1429 e nel corso del tempo ha cambiato diversi nomi, da U Černého lva (il leone nero) fino ad arrivare all'attuale U Zlatého Tygra, nome che fu dato dall'allora proprietario František Lehr che fra l'altro fece ristrutturare l'edificio apponendo anche l'attuale stemma della tigre d'oro.
Uno dei clienti abituali di questo locale fu lo scrittore ceco Bohumil Hrabal che inserì riferimenti più o meno chiari a questa taverna e in generale all'importanza della birra per i praghesi, in diversi suoi romanzi. Nel 1994 passò a farsi una birra qui anche il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.


martedì 3 maggio 2016

Praga - Parte I: fra Vinohradský Pivovar e litri di Pilsner Urquell

Se avete il like alla pagina Facebook del mio blog avrete certamente seguito le mie scorribande birrose in quel di Praga. Vi racconto il mio viaggio birroso in questa prima parte!

Partiamo subito col dire che Praga è una città magnifica, la magia delle sue piazze, dei suoi edifici storici e delle sue chiese è qualcosa che vale davvero la pena vivere almeno una volta nella vita. Andarci quindi soltanto per rinchiudersi a bere una buona birra sarebbe davvero un vero peccato!
Ma la birra è parte fondamentale della vita dei praghesi! E io l'ho capito subito dopo il mio atterraggio all'aereoporto della capitale della Repubblica Ceca, dove campeggiava un enorme manifesto della Kozel, una delle birre (ormai commerciale - appartiene alla multinazionale SAB Miller -ndr) più diffuse.

Una cosa che occorre precisare sin da subito è che nei menu delle birrerie, pub o ristoranti accanto al nome delle varie birre vi sono dei gradi che vanno dai 10 a salire. Erroneamente il turista tende a spaventarsi in quanto sembra che il grado alcolico delle birre proposte è minimo 10! In realtà quelli indicati sono i gradi della scala Balling o i gradi plato del mosto. Ad esempio birre con 11° Balling hanno un corrispondente volume alcolico di circa 4,5°!
Altra cosa da tenere ben presente è il nome dei vari stili! Lo stile più diffuso è chiaramente quello delle bohemian pilsner ma che al di fuori della città di Plzeň sono chiamate Světlý! Anche le lager scure sono molto diffuse e quasi tutte i brewpub ne propongono una propria interpretazioni. In tal caso la parolina magica da imparare è Tmavý.
La cosa più importante di tutte ve la dico ora: i prezzi delle birre sono ridicoli! Si parte da un minimo 40 corone (ossia circa 1,60 €), con le quali è possibile bere un bel dimpled mug da mezzo litro! Una sorta di paese dei balocchi per l'appassionato italiano che a quelle cifre in patria non trova praticamente nulla degno di nota.
Bene, ora siete pronti per seguirmi in questa prima puntata del mio viaggio a Praga!

lunedì 18 aprile 2016

Libando birroso: urban food e birra artigianale a Foggia

Per tre giorni Foggia si è vestita a festa per ospitare la terza edizione di Libando! Non solo urban food ma anche tanta birra artigianale. Ecco allora il resoconto del Libando birroso!

Noi ci abbiam provato a convincere l'Accademia della Crusca ad inserire nei nostri dizionari l'aggettivo birroso, ma per ora non abbiamo ricevuto nessun risposta!
Ma in che altro modo si può definire un festival dove la birra artigianale è stata spillata a fiumi?

Libando ha invaso Foggia dal 14 al 17 aprile e mai come quest'anno c'è stata una grande rappresentanza di birra artigianale pugliese in moltissimi stand. Scopriamoli assieme!
Io ho partecipato attivamente a Libando 2016 lasciandomi trasportare dal vortice di odori, sapori e colori che hanno dilagato nel centro storico di Foggia, precisamente nel trittico Piazza Cattedrale, Piazza Purgatorio e Piazza Mercato! In Piazza Cesare Battisti invece, nella splendida cornice del Teatro Giordano, si sono svolti masterclass con chef provenienti da tutta Italia!

lunedì 26 ottobre 2015

Perugia artigianale. Non si vive di solo cioccolato.

Se avere seguito le mie avventure tramite la pagina Facebook del blog, avrete certamente capito che ho passato il recente weekend nella gelida Umbria.
Il mio alloggio, nel bel mezzo della campagna umbra e gli argini del Tevere, era in una posizione ottimale per raggiungere le mete che inizialmente ci eravamo, io e la mia ragazza, prefissati.
In primis ovviamente Perugia che si era vestita a festa per l'ultima settimana dedicata ad Eurochocolate, l'annuale festa del cioccolato che si svolge per le vie del centro storico del capoluogo umbro. Ho notato con piacere che fra le decine di stand dedicati alle varie aziende di cioccolato vi era addirittura uno stand dedicato alla birra targata Mastri Birrai Umbri. A dire la verità è un birrificio che già ho avuto modo di conoscere diversi anni fa in quanto qualche bottiglia arriva stabilmente nella GDO delle mie zone. Se la memoria non mi inganna credo di aver bevuto le quattro birre principali arrivate alle mie latitudini., avendo tutte la particolarità di essere prodotte con legumi locali (lenticchia, cicerchia) e farro. Scorgo però fra le spine dello stand che vi sono altre birre mai viste prime, una IPA e una Porter che non ho provato.

giovedì 15 ottobre 2015

EurHop 2015. Com'è andata. Capitolo Secondo: Resto del mondo.

Eccomi qui a riprendere il racconto del passato festival.
Molti dei birrifici stranieri era la prima volta che si affacciavano nel panorama del Bel Paese, per molti altri invece era la mia prima volta, nel senso che avevo bevuto le loro birre soltanto in bottiglia.
Bella occasione quindi. Nella mia road map iniziale avevo messo almeno un esponente per ogni scena brassicola presente, fatta eccezione per gli USA, per i quali mi sono concesso gli assaggi di tutti e tre i birrifici.
Ma veniamo al sodo e partiamo proprio da loro.

lunedì 12 ottobre 2015

EurHop 2015. Com'è andata. Capitolo Primo: Italia.

Sono vivo.
Ed è già una grande notizia.
L'evento più atteso dell'anno si è concluso e anche quest'anno è meritevole di un adeguato resoconto.
Ho presenziato il venerdì dalle 17 alle 20, e il sabato dalle 14 alle 20.30.
E ho bevuto parecchio.

Ho idealmente diviso il mio report in due capitoli per sviscerare al meglio le varie bevute e sopratutto non annoiarvi troppo.
Il livello di partecipazione è stato elevato, a mio avviso superiore allo scorso anno, parlo di colpo d'occhio. Peccato per il diluvio che ci ha accompagnato per tutta la giornata di sabato creando qualche disguido sopratutto per dove erano posizionati i lavabicchieri. Nulla di irreparabile e certamente era difficile prevedere che sarebbe venuto giù il mondo giusto nei giorni del festival.

Se ancora ce ne fosse bisogno, EurHop mi ha dato conferma che attualmente il livello italiano della birra artigianale è molto alto, al pari dei mostri sacri stranieri.
Ovviamente il mio giudizio è calibrato sullo spaccato vissuto a Roma in questi tre giorni, dove lo staff del Ma Che Siete Venuti a Fà capeggiato da un instancabile Manuele Colonna ha selezionato il meglio che attualmente l'Italia brassicola ha da offrire.