Seconda parte delle mie scorribande birrose in Trentino. In questo secondo episodio vi porto a Chiusa e a Bolzano. E se ne sono bevute delle belle...
Le prime bevute in Trentino non erano state epocali, come vi ho scritto nel precedente articolo, tuttavia mi sono rifatto alla grandissima. C'è da dire che, come ho già scritto la scorsa volta, già sapevo a cosa sarei andato in contro.Dalla nostra ubicazione, Chiusa, o come fieramente scrivono gli autoctoni Klausen, distava una mezz'oretta di auto.
Giungiamo il martedì pomeriggio in questo grazioso e minuscolo centro, con viottoli ed edifici tipici dei piccoli paesini del Trentino che durante le mie vacanza, ho imparato ad amare tanto da lasciarci il cuore.
Il centro vale una visita a prescindere dai richiami di malto e luppolo. E' presente infatti il Monastero di Sabbiona, bellissimo edificio medievale che sorge su una rupe sopra Chiusa. Il monastero rappresenta uno dei primi edifici cristiani di tutto il Trentino ed ha avuto una grande rilevanza per la difesa di questi territori. E' visitabile percorrendo una lunga (e in salita) strada che collega Chiusa appunto, e la rupe ove è situata la fortezza. Per mancanza di tempo e forza (venivamo da un percorso trekking abbastanza faticoso fatto al mattino) noi ci siamo fermati solo al Gassl Bräu.
Dopo la piccola piazza centrale basta proseguire verso sinistra ed arrivare a Via dei Conciatori, dove al numero civico 18 si trova Gassl Bräu, brewpub gestito da Norbert Andergassen che nei primi anni del nuovo millennio decide di aprire un locale in cui si potesse abbinare dell'ottima birra alle tipiche specialità culinarie altoatesine. Il birrificio sorge accanto ad una vecchia locanda storica ma ormai chiusa, la Galelle (chiamata così per via di un'aquila rossa stampata sull'insegna).