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lunedì 12 ottobre 2015

Westmalle - Dubbel (per la rubrica StagioniAMO)

Prosegue il menu ottobrino di StagioniAMO, che ha individuato nella castagna l'ingrediente del mese.
Dopo i crostini di pane, pancetta e castagne eccoci giunti al primo piatto curato per l'occasione per la special guest di questo mese: Erika di Cuor di Ciambella che ci propone una ricetta molto sfiziosa.
Scoprite nel suo fantastico blog le tagliatelle di farina di castagne con zucca e salsiccia.
Ecco la birra che ho pensato di abbinare.

BIRRIFICIO: Brouwerij Westmalle
BIRRA: Dubbel
STILE: Dubbel
GRADO ALCOLICO: 7 % alc.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 10°-12°
RANGE PREZZO: 2.80 € - 3.50 €




martedì 12 maggio 2015

Ora et labora

In questi giorni il termine trappista è certamente stato utilizzato in lungo e in largo. Persino La Repubblica ha dedicato un intero articolo a questi simpatici monaci e i loro prodotti. Il motivo di questo fervore mediatico è la notizia diffusasi ufficialmente (notizie che era nell'aria ormai da tempo) nel primo pomeriggio di domenica relativa al riconoscimento della prima birra trappista italiana. Fino a pochi anni fa, diciamo fino al 2010, i birrifici che potevano fregiarsi del simbolo trappista erano solo 7 localizzati esclusivamente tra Belgio e Olanda. Negli ultimi anni la famiglia si è allargata e oggi se ne contano ben 11 sparsi ormai in tutto il mondo. Spesso si fa confusione quando si parla di birre trappiste e birre d'abbazia. Provo a mettere un po' di chiarezza.
Il marchio Trappistenbier è una sorta di tutela legale ottenuta per la prima volta in Belgio nel 1962 a seguito di un'azione legale promossa da Chimay. I requisiti per ottenere questa famigerata denominazione sono tre e sono totalmente slegati dalla tipologia di birra prodotta. Per questo motivo è errato parlare di birra trappista identificandola come uno stile con delle precise caratteristiche organolettiche. Ecco le tre regole per fregiarsi del prestigioso marchio esagonale:
1. La produzione deve essere affidata ai monaci o sotto la loro supervisione;
2. La produzione deve avvenire in un'Abbazia appartenente all'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza (OCSO);
3. I profitti derivanti dalle vendite di questi prodotti devono esser devoluti per opere di carità o a fini sociali.