Il bello della birra artigianale come più volte detto è certamente la condivisione. Può essere intesa come condivisione di idee, di opinioni sulle birre bevute o più propriamente condivisione di birre vera e proprio.
E' stato quest'ultimo il caso della birra di cui vi parlo oggi. In occasione delle vacanze pasquali con dei cari amici abbiamo tirato il collo all'ultima creazione di Teo Musso, deus ex machina di Baladin.
Il birrificio Baladin di Piozzo non ha bisogno di presentazioni, tantomeno il suo birraio. Se vi siete avvicinati anche per una sola volta alla birra artigianale italiana probabilmente è merito suo, uno dei pionieri italiani in questo mondo. Eppure avrei da scriverne avendoci realizzato un capitolo intero della mia tesi magistrale...
Ma veniamo a noi...
Diritto d'autore..questo sconosciuto
Carissimo visitatore, sono felice che la tua passione birrosa ti abbia portato su questo portale.Augurandoti una buona navigazione, ti avverto, tuttavia, che è severamente vietato effettuare il "copia ed incolla" di un articolo o parti di esso.
Di fronte a tali comportamenti,privi di citazione, sarò costretto ad agire per vie legali contro coloro che non rispettano il sacro diritto d'autore..birrai e fruitori.
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venerdì 17 aprile 2015
lunedì 13 aprile 2015
Birre primaverili
Il 21 marzo come tutti sappiamo è entrata ufficialmente la primavera.
Non so dalle vostre parti ma nella mia zona solo da qualche settimana il clima ha iniziato a dare i primi segni della mutazione.
Iniziamo a metter da parte i maglioni pesanti e i piumini! Almeno durante il giorno!
Piccola premessa: io odio la primavera! Tutto questo fiorire mi manda in corto circuito il naso. Ebbene si: sono un soggetto allergico a qualsivoglia specie fiorente esistente in natura.
Tra uno starnuto e un altro quindi ho bisogno di rifocillarmi e rilassarmi. Il caldo inizia a farsi sentire e quindi mi impone di bere birra. Certo non posso sempre orientarmi verso le mie amate belgian strong ale o imperial stout...devo orientarmi su qualcosa di più leggero e dissetante ma non di certo meno buono, anzi.
Quali sono allora gli stili che prediligo bere durante questa stagione? Eccoveli serviti.
Non so dalle vostre parti ma nella mia zona solo da qualche settimana il clima ha iniziato a dare i primi segni della mutazione.
Iniziamo a metter da parte i maglioni pesanti e i piumini! Almeno durante il giorno!
Piccola premessa: io odio la primavera! Tutto questo fiorire mi manda in corto circuito il naso. Ebbene si: sono un soggetto allergico a qualsivoglia specie fiorente esistente in natura.
Tra uno starnuto e un altro quindi ho bisogno di rifocillarmi e rilassarmi. Il caldo inizia a farsi sentire e quindi mi impone di bere birra. Certo non posso sempre orientarmi verso le mie amate belgian strong ale o imperial stout...devo orientarmi su qualcosa di più leggero e dissetante ma non di certo meno buono, anzi.
Quali sono allora gli stili che prediligo bere durante questa stagione? Eccoveli serviti.
venerdì 10 aprile 2015
Arbor Ales
Con l'articolo di oggi ci trasferiamo per un attimo in Inghilterra, precisamente a Bristol. Qui infatti parte l'avventura nel 2007 del birrificio Arbor. Storia abbastanza travagliata, fatta di aperture di pub e relative chiusure, poi ancora aperture. In tutto questo trambusto la produzione, che giá nei primi periodi di attivitá era di quasi una ventina di birre, si è ampliata in maniera esponenziale, contando fra le altre una serie infinita di single hop, ossia birra prodotte con una sola varietá di luppolo.
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venerdì 3 aprile 2015
Tasting night
Qualche settimana fa ricevo la chiamata di un caro compagno di degustazioni che mi propone di organizzarne una in maniera estemporanea nel giro di pochi giorni. Ovviamente trattasi di degustazione chiuse e non aperte al pubblico. A volte decidiamo a piori di concentrarci su uno stile di provarne varie interpretazioni, ma non è il caso di questa volta. Creatività al comando.
Così dopo un paio di chiamate ci si organizza. La modalità è semplice: ognuno porta qualche birra. Nulla di più facile per il più classico dei beer sharing come direbbero negli ambienti di beernerd/beergeek.
Io adoro queste occasioni. Sono un momento oltre che di crescita e di confronto, anche di divertimento. Ognuno poi ci tiene a fare bella figura, difficilmente si portano fondi di cantina insomma.
In questa occasione abbiamo anche deciso di non svelare agli altri le birre che avremmo portato.
Così dopo un paio di chiamate ci si organizza. La modalità è semplice: ognuno porta qualche birra. Nulla di più facile per il più classico dei beer sharing come direbbero negli ambienti di beernerd/beergeek.
Io adoro queste occasioni. Sono un momento oltre che di crescita e di confronto, anche di divertimento. Ognuno poi ci tiene a fare bella figura, difficilmente si portano fondi di cantina insomma.
In questa occasione abbiamo anche deciso di non svelare agli altri le birre che avremmo portato.
sabato 28 marzo 2015
La prima sorsata
La prima sorsata di birra.
È l'unica che conta. Le altre, sempre più lunghe, sempre più insignificanti, danno solo un appesantimento tiepido, un'abbondanza sprecata. L'ultima, forse, riacquista, con la delusione di finire, una parvenza di potere... Ma la prima sorsata! Comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza. Come sembra lunga, la prima sorsata. La beviamo subito, con un'avidità falsamente istintiva. Di fatto, tutto sta scritto: la quantità, né troppa né troppo poca che è l'avvio ideale; il benessere immediato sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua, o un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all'infinito...
[La prima sorsata di birra. E altri piccoli piacere della vita. - Philippe Delerm]
lunedì 23 marzo 2015
Temperature di servizio
L'articolo di oggi è dedicato alle temperature di servizio della birra.
Non so cosa accade nei locali delle vostre città ma nelle mie zone spesso e volentieri c'è la malsana abitudine di servire le birre ghiacciate. Tralasciando gli effetti poco sani di bere liquidi ghiacciati, questa è un'abitudine totalmente errata! Se può andare bene (??) per la birra industriale io questo non lo so. Ma per quella artigianale è una vera e propria condanna a morte!
Non so cosa accade nei locali delle vostre città ma nelle mie zone spesso e volentieri c'è la malsana abitudine di servire le birre ghiacciate. Tralasciando gli effetti poco sani di bere liquidi ghiacciati, questa è un'abitudine totalmente errata! Se può andare bene (??) per la birra industriale io questo non lo so. Ma per quella artigianale è una vera e propria condanna a morte!
giovedì 19 marzo 2015
Nera di Troja
Oggi ritorno a parlare del birrificio Ebers, sito a Foggia. Birrificio che nel giro di circa un anno ha sfornato non solo ottime birre base (una blanche, un'american pale ale e una belgian blond ale), ma ha avuto il coraggio di proporre birre più ricercate e complesse. Coraggio ma anche consapevolezza dei propri mezzi sono stati gli ingredienti che hanno spinto il mastro birraio Michele Solimando a sperimentare l'affinamento in botti. Il passaggio in botti esauste infatti dona un nuovo vigore e carattere alle birre. Il legno contiene sostanze chimiche che durante la maturazione e il contatto con la birra ne determinano delle note legnose e altre sfumature. La lignina ad esempio a lungo andare dona piacevoli note di vaniglia. La porosità delle botti poi, fà si che la birra stia a contatto con l'aria attivando il processo di ossidazione che ovviamente deve essere tenuto ben a bada per evitare spiacevoli sorprese. Ancora, nelle botti vi è una presenza sterminata di microrganismi (lieviti selvaggi in primis) che regalano un ampio spettro olfattivo e gustativo che può risultare gradevole o meno.
A conferma del forte legame territoriale che Michele vuole imprimere in maniera netta alle sue creazioni, è stata scelta una botte che ha contenuto in precedenza un'eccellenza pugliese, il Nero di Troia. La barrique in questione proviene dalle cantine "Le Terre del Catapano" di Troia (Fg) di Mario Ciarmoli. La base prescelta per l'affinamento durato tre lunghi mesi è stata quella della Winters, old ale di cui vi parlai in questo articolo.
Creazione molto complessa e riuscita benissimo, a mio modo di vedere, che vuol essere l'anello di congiunzione fra il mondo della birra pugliese con quello del vino pugliese.
Da bere rigorosamente a temperatura di cantina, dopo cena accompagnata da una tavoletta cioccolato fondente.
Perfetta da sola o in compagnia di un sigaro....
Cheers!
A conferma del forte legame territoriale che Michele vuole imprimere in maniera netta alle sue creazioni, è stata scelta una botte che ha contenuto in precedenza un'eccellenza pugliese, il Nero di Troia. La barrique in questione proviene dalle cantine "Le Terre del Catapano" di Troia (Fg) di Mario Ciarmoli. La base prescelta per l'affinamento durato tre lunghi mesi è stata quella della Winters, old ale di cui vi parlai in questo articolo.
Nome che non lascia spazio ad interpretazioni: Nera di Troja. Elegante etichetta in sughero e solita grafica pulita e diretta, come consuetudine del birrificio. Lievemente più alcolica (8,5°) della Winters si presenta con un colore bruno scuro con riflessi rubino. La componente vinosa già si avverte al naso, con un fruttato elegante, amarena su tutto ma anche altri frutti a bacche rosse.
In bocca ha un corpo medio, una carbonatazione lieve che tiene benissimo a bada i caratteri acidi più marcati. Ancora amarena e nette note vinose, con l'asprezza tipica del Nero di Troia. L'elevata tannicità del vino è magnificamente tenuta imbrigliata e i lievi sentori legnosi la fanno sconfinare nei territori dei vini sherry.
Si congeda con una lieve nota di mandorla amara, reminescenza della birra di partenza.
In bocca ha un corpo medio, una carbonatazione lieve che tiene benissimo a bada i caratteri acidi più marcati. Ancora amarena e nette note vinose, con l'asprezza tipica del Nero di Troia. L'elevata tannicità del vino è magnificamente tenuta imbrigliata e i lievi sentori legnosi la fanno sconfinare nei territori dei vini sherry.
Si congeda con una lieve nota di mandorla amara, reminescenza della birra di partenza.
Creazione molto complessa e riuscita benissimo, a mio modo di vedere, che vuol essere l'anello di congiunzione fra il mondo della birra pugliese con quello del vino pugliese.Da bere rigorosamente a temperatura di cantina, dopo cena accompagnata da una tavoletta cioccolato fondente.
Perfetta da sola o in compagnia di un sigaro....
Cheers!
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